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26 giugno 2012

Panarabismo: l’Egitto o il districarsi dei ricorsi storici

Panarabismo ed islamofobia tornano a stimolare l’occhio del lettore, più o meno attento agli spostamenti dell’asse di politica estera. Ora che Mohammed Morsi neo eletto presidente in Egitto s’innesta in una transizione marziale, il paese passa dal regime militare del maresciallo Tantawi verso un Islam rinnovato, aperto alla società civile.

La preoccupazione degli islamofobi e degli intellettuali indigeni resta alta. Per gli intellettuali i Fratelli Musulmani di Morsi sono in Egitto per restare e per alimentare l’ idea di teocrazia islamica.

La presenza dell’Islam caratterizza l’ Egitto da sempre perché l’ etos arabo è ad esso storicamente immanente. L’ Islam ha funto da base per la stirpe araba molto prima dell’ avvento degli ottomani ed ugualmente ha funto da collante durante ed entro il  passaggio del paese alla forma di Stato- Nazione in mimesi all’ Europa.

L’ affrancamento rispetto all’ Islam è allora parte dei corsi e ricorsi della storia ma è una natura dalla quale esso non può in realtà prescindere, non da ultimo ora per ragioni politiche, internazionali e geostrategiche.  Oggi più di prima non va dimenticato come la cultura e la società egiziane si siano formate sulle basi dei dettami islamici.  Dalla  lingua araba comune alla  professione di fede condivisa, i fedeli si sono uniti attorno ad un legame che si è costituito con una profondità ben più grande della semplice comunanza politica o di comune interesse.

L’ Islam possiede innanzi a tutte le sue successive differenziazioni di pensiero e di tradizione (dipanatasi dove in sciismo dove in sufismo o  wahabismo..) una credenza di lungo termine che ha caratterizzato un mondo incrollabile sorto dalla rivelazione attraverso il profeta Maometto e che è  avanzata in due versi: da una parte in senso discendente, dall’ acquisizione dello scibile, rivelato irradiato, per l’ altro, dall’ altra attraverso l’ ascesa del singolo verso il vertice ultimo per un ricongiungimento con il divino che è indivuduale e frutto di preghiera e di riti senza termine alcuno.

L’ Europa che ora guarda con attesa e stupore ai fenomeni di panarabismo, è stata dominus del mondo nel XIX secolo ed  è allora divenuta il fattore secolarizzante per i paesi arabi attraverso la comunicazione e la tecnologia, così come attraverso la diffusione delle idee occidentali. Ora il fantasma del panarabismo, di quel nazionalismo popolare che cerca peculiarità, appartenenza ed unità araba cercano di nuovo di proporre il valore della religione come pilastro della societas.

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