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8 giugno 2012

Proposta dell’Università di Sassari per progetto formativo permanente per la classe dirigente dell’Afghanistan

Un progetto formativo permanente destinato alla classe dirigente dell’Afghanistan da attuare in collaborazione con organismi di formazione e di ordini professionali. La proposta arriva dall’Università di Sassari che ha ospitato questa mattina un seminario convegno sull’esperienza di cooperazione civile militare condotta ad Herat da una delegazione dell’Ateneo turritano, in collaborazione con la Brigata Sassari. La missione si è svolta nel marzo scorso all’interno di un’iniziativa che consente a tre ricercatori afghani di frequentare la Scuola di dottorato di Ricerca in Scienze e Biotecnologie dei Sistemi Agrari, Forestali e delle Produzioni Alimentari e ha riscosso l’apprezzamento di diverse istituzioni italiane e afghane.

“Durante il nostro soggiorno ad Herat abbiamo potuto conoscere più da vicino questo Paese, la cultura, la religione e la storia del suo popolo – spiega Sergio Vacca, professore associato di pedologia dell’Università di Sassari – allo stesso tempo abbiamo raccolto informazioni sulla gestione e organizzazione delle attività agricole in quella realtà. Da quest’esperienza è nata l’idea di programmare un possibile progetto formativo permanente a diversi livelli rivolto ai quadri dirigenziali e intermedi afghani, impostato sulle reali esigenze di miglioramento delle conoscenze nel settore agrario, così come in altre discipline”.

Gli obiettivi formativi, in partenza, sarebbero individuati e concordati con il concorso delle strutture di governo afghane e la collaborazione del comando militare italiano a Herat. La proposta punterebbe a coinvolgere anche altri atenei italiani. “Le Università potrebbero aderire con la formula del dottorato di ricerca adottata dall’Università di  Sassari attraverso un’offerta differenziata per settore scientifico disciplinare e per livello di formazione – prosegue il professor Vacca – se maturano le condizioni si può condividere il progetto con la Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), i Ministeri della Difesa, dell’Università, degli Esteri, della Cooperazione dello Sviluppo Economico”.

Al seminario di questa mattina, introdotto dal Rettore Attilio Mastino e coordinato da Paolo Puddinu, Ordinario di Storia e Istituzioni dell’Asia presso la Facoltà di Scienze Politiche, sono intervenuti Luciano Portolano, Comandante della Brigata Sassari, Alberto Bortolan del Dipartimento Generale Cooperazione allo Sviluppo di Herat (Ministero Affari Esteri), Marco Lombardi dell’Università Cattolica di Milano, Antonino Spanu, Direttore della Scuola dottorato di ricerca in Scienze e Biotcnologie, Sistemi Agrari dell’Università di Sassari, Chiara Rosnati e Gianni Battacone del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, Piero Sanna, delegato rettorale per la formazione e cooperazione internazionale dell’Università di Sassari, i tre dottorandi afghani Alam Ghoryar, Mohammad Osman Karimi, Addulah Halim, Davide Galantuomo, commissario straordinario Ente Acque della Sardegna, Giovanni Poggiu, Presidente Ersu di Sassari, Sergio Vacca del Dipartimento Scienze Natura e Territorio dell’Università di Sassari.

Alla tavola rotonda su “Il ruolo di organismi di formazione e di ordini professionali nella formazione permanente in paesi in via di sviluppo”, coordinata da Giuseppe Pulina, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Ateneo turritano, hanno preso parte Alberto Tridente, presidente della Scuola internazionale dell’acqua a Torino, Paolo Tola, Direttore Formez Sardegna, Salvatore Rubino del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, Gerhard Seeberger, presidente Federazione Europea Medici Dentisti, Davide Boneddu, presidente dell’Ordine Geologi della Sardegna, Ettore Crobu, presidente Federazione Regionale Agronomi, Silvio Serpi, presidente Federazione Regionale Ingegneri, Gabriele Manca, presidente Federazione Regionale Architetti.

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