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14 giugno 2012

Solo esami orali nelle zone colpite dal terremoto

Il modello impiegato a L’Aquila viene riapplicato nei comuni di Emilia, Lombardia e Veneto danneggiati dal terremoto.

Un decreto del Miur ha stabilito le modalità di svolgimento degli esami di stato e di quelli delle medie che i 50.000 studenti residenti nelle zone colpite dai sismi dovranno sostenere.

Le proposte risolutive ricercate nel corso dell’ultimo mese erano varie e numerose, ma ha prevalso per la seconda volta il modello che prevede lo svolgimento della prova ridotto alla sola fase orale, modello analogo a quello che fu utilizzato a L’Aquila nel 2009, in seguito al terremoto del 6 Aprile.

Le Province in cui il provvedimento del Ministero dell’Istruzione verrà maggiormente applicato sono quelle di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, le stesse i cui edifici scolastici sono stati lesionati in maniera più grave dallo sciame sismico.

L‘ammissione agli esami verrà straordinariamente concessa anche agli studenti che abbiano superato il tetto massimo di assenze annuali, pari a 50. Spetterà al Consiglio di classe, nel caso in cui non si possa accedere direttamente agli atti relativi alle carriere dei singoli studenti per cause di forza maggiore, decidere chi possa essere ammesso e chi no.

Non vi saranno modifiche nella scala di valutazione per l’esame di terza media, che nonostante l’assenza della parte scritta permane in decimi. Il punteggio massimo finale per gli esami di Stato sarà invece abbassato a 75, insieme alla sufficienza che corrisponderà a 50 punti.

I candidati esterni potranno sostituire la documentazione per la richiesta d’esame – se irreperibile – con una dichiarazione sottoscritta.

Il Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha chiarito l’esigenza dell’ordinanza ministeriale e la funzionalità del modello aquilano, che permette uno svolgimento più sicuro e rilassato per tutti gli esaminandi.

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