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1 luglio 2012

AAACercasi docente perfetto

È abitudine ormai comune tra gli studenti di ogni ordine e grado, parlare e alle volte sparlare dei propri professori. Si è, infatti, creata una sorta di pettegolezzo, di gossip su quello che è lo strano mondo dei prof., alle volte visti e descritti un po’ come alieni provenienti da un altro pianeta.

Professori che non vanno mai bene agli alunni: troppe volte lontani anni luce dal loro ambiente e in alcuni casi, invece, addirittura troppo avanti al punto da lasciarli senza parole.

Ma esiste un docente perfetto? Insomma, uno che vada bene per qualsiasi studente? Probabilmente no.

Sarà colpa degli studenti troppo esigenti che non si accontentano mai e guardano i loro professori con occhi sempre perplessi e giudizi prevenuti?

Di fatto pochi sono, purtroppo, i docenti che svolgono il loro lavoro con passione, dedizione, impegno, spirito di sacrificio e profonda convinzione del loro importantissimo ruolo nella formazione dei ragazzi.

Severo ma giusto, comprensivo, amico degli studenti, competente, “alla mano”, indulgente, sono solo alcune delle caratteristiche che i ragazzi vorrebbero riscontrare nei loro insegnanti.

Chi si approccia allo studio nella giusta maniera, impara ad amare il sapere e la sua fame di conoscenza cresce di giorno in giorno. È compito, però, degli insegnanti riuscire ad avvicinare le giovani menti al sapere universale, fornendo quegli strumenti utili ad apprendere.

Il compito di un docente non è quello di riempire le menti degli studenti di nozioni e definizioni, bensì come ogni altro educatore deve occuparsi della loro crescita interiore.

Molti sono solo professori, pochi restano per sempre maestri di vita.

Il docente perfetto è quello che riesce a non farsi dimenticare mai, lasciando un segno indelebile nella vita dei suoi studenti, trasmettendo l’amore per la cultura, dando a differenza degli altri qualcosa in più: una parte di sé, un pezzo della sua anima.

Il professore perfetto sicuramente non esiste, ma ci sono tantissimi bravi insegnanti che ogni giorno affrontano le fatiche della burocrazia italiana e che anche se spesso sottopagati continuano con dignità e passione infinita a svolgere la loro professione.

Professori che pur di non tradire la loro vocazione all’insegnamento accettano condizioni improponibili, trasferiscono la loro residenza, si trasformano in pendolari stremati dalle distanze, vivono per anni nella precarietà con retribuzioni inadeguate. Sono persone da ammirare, il loro credo e la loro profonda passione vanno ben oltre qualsiasi retribuzione e condizione sociale. Sicuramente per loro non esiste ricompensa più grande: riuscire a trasmettere una parte del proprio sapere e della propria esperienza alle future generazioni.

Anatole France ha detto: “L’arte di insegnare consiste tutta e soltanto nell’arte di destare la naturale curiosità delle giovani menti, con l’intento di soddisfarla in seguito. Per digerire il sapere, bisogna averlo divorato con appetito”.

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