• Google+
  • Commenta
17 luglio 2012

Cagliari: la “scuola dei precari” contesta Profumo

Il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo è arrivato da poco a Cagliari. Magari non si aspettava un tifo da stadio, magari non si aspettava pasticcini e bevande fresche offerte gratis dai lavoratori sardi, magari non si aspettava un tappeto rosso al “profumo” di solennità; ma non si aspettava nemmeno, forse, quello che ha trovato: una cinquantina, anche più, di persone inferocite, imbestialite, arrabbiate, deluse, persone che combattono per il proprio posto di lavoro d’insegnanti, per il lavoro delle persone che ancora non ce l’hanno e soprattutto per affermare un secco “stop” alla precarietà per centinaia di docenti che da anni, nonostante siano abilitati, vanno avanti con supplenze anche brevi, a volte brevissime.

Insomma: tante persone che fanno sentire la loro voce, la voce di cittadini italiani che vorrebbero essere orgogliosi di considerarsi tali.

Sostanzilamente c’è stata una vera e propria manifestazione davanti all’hotel Mediterraneo, dove alloggerà il Ministro Profumo. Ad aspettare l’esponente del governo Monti, che si è recato a Cagliari per un convegno promosso dalla Regione Sardegna sulle cosiddette “Città intelligenti”, alcune decine di precari della scuola che hanno manifestato pacificamente il loro disagio e la loro disperazione con bandiere, striscioni e cartelli.

Peppino Loddo, esponente della Cgil, afferma: “Vogliamo ricordare al Ministro Francesco Profumo quali sono le condizioni dell’istruzione in Sardegna”. L’istruzione, parola che andrebbe sempre scritta con la i maiuscola, e che purtroppo in Italia, ormai, è più fonte di problemi e proteste che di traguardi raggiunti e meriti. E poi si sa: il male fa notizia più del bene, ahimè. Una regione, la Sardegna, che si sente italiana, che si sente viva, che si rende conto che qualcosa deve cambiare: l’istruzione va protetta, alimentata, sorretta. L’istruzione è la base non solo di una persona umana, ma di una nazione umana.

Google+
© Riproduzione Riservata