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11 luglio 2012

Manifesto di artistica democrazia contro il destino e con Celentano

Manifesto di artistica democrazia contro il destino con Celentano
Manifesto di artistica democrazia contro il destino con Celentano

Manifesto di artistica democrazia contro il destino con Celentano

Adriano Celentano si ripropone con uno spettacolo “quasi a un euro”,  per i più poveri per intendersi e con un manifesto di artistica democrazia.

Il tema in due parti che si terrà l’ 8 e il 9 ottobre all’ Arena di Verona sarà il mezzo attraverso il quale ancora una volta l’ artista Adriano Celentano si cimenterà in un altro prodotto del suo eclettismo espresso attraverso maldestre manovre che spaziano dalla politica, al sociale.

«Chi ha di più paga di più, chi ha meno paga quasi niente», Claudia Mori, moglie e portavoce  di Celentano, giustifica così il criterio economico alla base del prezzo dei biglietti per lo spettacolo. Più  del 50 per cento dei posti disponibili saranno ad un euro, gli altri 5.200, tutti a sedere, costeranno 90, 120 e 165 euro, secondo un criterio progressivo detto «democratico». In sintesi le novità sono il valore simbolico del biglietto che introduce una politica dei prezzi da anticasta- per il proletariato-, e la vendita  VIA Internet attraverso Ticketone, sito oltremodo rodato come antievasione.

Lo spettacolo in due parti favorisce con il prezzo chi vorrebbe seguirle entrambe. Lo show sarà a prevalenza musicale, ma ci saranno anche monologhi e nelle pause pubblicitarie lo spettacolo continuerà, solo per il pubblico in sala. Come dire, esaltazione di coloro che contano rispetto a coloro che non contano affatto. L’ intensità dell’ esistenza è direttamente proporzionale al grado gerarchico se qualcuno lo avesse dimenticato ed una volta oltrepassata la soglia- Celentano docet- perché non elargire un pò di buonismo per rimpolpare l’ ego ed accentrare l’ attenzione.

Eppure c’ è chi ha scelto dell’ ingiustizia di farne un’ esaltazione letteraria, della nullità a volte della volgarità di renderla ed essenza di una scelta contro la morale, le istituzioni, la fissità. Anche la generosità rientra nella categoria di livellamento che parte facilmente da un’ alcova di privilegi: si tratta di  lanci esterni per rientri di puro narcisismo. Qualcuno ricorderà Akakij Akakievic ovvero colui che non fa male, l’ innocente protagonista de il Cappotto di Gogol, l’ uomo non uomo che vive nel più grottesco dei modi  come un’ automa, chiuso in un un mondo senza spazio né tempo. Quando Akakij  si affaccia alla vita provando per la prima volta un desiderio, perde tutto, finanché la sua sopravvivenza.

Ecco cosa succede quando il tentativo di ristabilire una qualsivoglia giustizia disvela ancor più la tragica beffa del reale rendendola forse, maggiormente insopportabile..

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