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26 luglio 2012

Cuciono gli occhi ai gattini: Cardiff sotto accusa

Ha suscitato indignazione in Gran Bretagna la denuncia della British Union for the Abolition of Vivisection (Unione Britannica per l’Abolizione della Vivisezione) che dalle pagine del Daily Mail ha accusato l’università di Cardiff di aver cucito gli occhi di alcuni gattini per scopi di sperimentazione.

L’esperimento incriminato ha coinvolto in totale 31 gattini. Di questi 15 hanno vissuto in condizioni normali per un anno, mentre 11 sono stati tenuti in totale buio appena nati assieme alle loro madri. Sorte peggiore è toccata a 5 mici che, ad un mese dalla nascita, sono stati sottoposti ad un intervento chirurgico, in anestesia, per cucire i loro occhi. Lo scopo della sperimentazione è studiare il comportamento del cervello in situazioni di deprivazione sensoriale per poi formulare nuove teorie mediche sulla cura della cecità umana, malattia che può colpire alcune persone sin dalla nascita o dall’infanzia.

Le associazioni animaliste sono insorte contro l’Università definendo l’esperimento crudele ed inutile, perché non si occupa direttamente di studiare eventuali cure per la cecità. Ancor più grave, secondo gli animalisti, è il fatto che vengano utilizzati soldi pubblici per compiere atrocità del genere contro gli animali.

L’Università di Cardiff si è difesa sostenendo che abitualmente i suoi centri di ricerca ricorrono alla sperimentazione animale solo in casi strettamente necessari: in questo caso sono stati scelti gattini come cavie in quanto sono tra gli animali con l’apparato visivo più simile a quello dell’uomo. Queste le parole di un portavoce dell’ateneo: “L’Università di Cardiff rifiuta completamente l’accusa che questo esperimento, che è stato completato nel 2010, sia crudele o non necessario. L’Università continuerà a utilizzare tecnologie alternative qualora esistenti e ricorrerà alla sperimentazione animale solo quando assolutamente necessaria. Nonostante un trattamento per gli umani sia ancora lontano, l’Università di Cardiff crede che questa ricerca aumenti e migliori le prospettive di chi soffre di serie condizioni di vista”. Il portavoce ha inoltre assicurato che l’intervento sulle cavie è stato effettuato con la dovuta anestesia: una magra consolazione per gli animalisti, che non serve però ad allontanare lo spettro della sofferenza dei gattini.

La vicenda riaccende il dibattito su un tema, quello della vivisezione e della sperimentazione animale ai fini della ricerca scientifica, che ogni volta divide il pianeta: è l’eterno conflitto tra animalisti e sostenitori dell’uso di animali nei laboratori di ricerca che pare non arrivare mai ad una risoluzione che possa accontentare entrambe le parti, almeno dal punto di vista legislativo.

Immagine tratta da: Daily Mail.co.uk

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