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13 luglio 2012

Dai disegni del Fondo Peterzano alla biblioteca dell’utopia

Dopo il dibattito, non ancora placato, che nei giorni scorsi ha coinvolto numerosi storici dell’arte sulla recente attribuzione al giovane Caravaggio di circa 100 disegni del Fondo Peterzano nel Castello Sforzesco, il Comune di Milano inserisce sul proprio sito web i disegni al centro delle polemiche.

Dal 12 luglio le immagini e le relative schede informatizzate sono consultabili dalle postazioni informatiche delle biblioteche civiche milanesi (http://graficheincomune.comune.milano.it/) dove compaiono già 30.000 schede digitalizzate di opere grafiche o librarie contenute nelle raccolte del Castello Sforzesco. Tra queste figura il celebre codice di Leonardo da Vinci conservato alla Biblioteca Trivulziana.

Se al Comune di Milano va il merito di aver avviato il processo di informatizzazione e diffusione delle proprie raccolte, la strada da fare è ancora lunga. A eccezione dei disegni del Fondo Peterzano, gli altri materiali possono essere consultati solo dalle biblioteche civiche milanesi e dunque restano inaccessibili ai più.

L’Italia, del resto, rimane molto indietro rispetto alle straordinarie raccolte informatizzate disponibili su siti web di istituzioni americane come la Smithsonian Institution o la Library of Congress, e anche rispetto a paesi europei come Francia e Gran Bretagna dove l’inserimento online delle raccolte di archivi e musei si sta sviluppando molto rapidamente. Certo, mancano le risorse, ma forse anche una progettualità in questa direzione e la volontà di rendere interamente fruibile un patrimonio inestimabile che appartiene alla collettività.

Una delle grandi rivoluzioni di internet, tuttavia, va proprio in questo senso. Oggi non è inusuale trovare sul web archivi e libri antichi e rari digitalizzati, consultabili online da qualsiasi computer del mondo grazie all’impegno e alle risorse di musei e biblioteche.

L’idea di una biblioteca universale online è allo studio da molti anni. Se l’ambizioso progetto avviato da Google alcuni anni fa è scivolato in una lunga e pericolosa palude giudiziaria, secondo la Technology Review del MIT è il progetto dell‘Università di Harvard sulla DPLA, Digital Public Library of America, ad avere più probabilità di riuscita. Gli ostacoli da superare però sono ancora molti, e non riguardano i limiti della tecnologia disponibile o la mancanza di enti promotori e finanziatori, ma impedimenti legali e commerciali legati al mondo dell’editoria. La tecnologia è pronta per la biblioteca dell’utopia, le leggi e gli interessi economici non ancora.

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