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3 luglio 2012

Inglese nella scuola primaria: a Roma la “qualità” diminuisce

A Roma, negli ultimi due anni, si è registrato un drastico calo del numero dei docenti specialisti di lingua inglese. Tutta colpa della riforma Gelmini a causa della quale i docenti specialisti vengono sostituiti con docenti abilitati ad insegnare, tra le altre materie, anche la lingue d’oltremanica.

Il problema –  Le cifre vengono fornite dall’ “Agenzia Dire” sul proprio sito «www.diregiovani.it»: oggi si riduce a 36 il numero dei docenti specialisti, numero che, già ridotto a 96 durante l’anno precedente, ammontava a 445 fino a due anni fa.

Le conseguenze – Un cambiamento negativo sotto ogni punto di vista, soprattutto per le irrimediabili conseguenze che ha sulla preparazione dei piccoli italiani:  difatti, i docenti ordinari che, in conformità con la legge Gelmini, devono occuparsi dell’insegnamento della lingua più parlata al mondo, troppo spesso non sono adeguatamente preparati.

Alcuni di essi basano la propria conoscenza dell’inglese sulla frequenza di un corso che, in certi casi, non supera le dieci ore, altri hanno dei vaghi ricordi che risalgono all’ultimo concorso degli anni Novanta.

Rischi seri – Insomma si prospetta una situazione davvero pericolosa per il futuro del nostro Paese: in un sistema in cui il requisito minimo richiesto non solo  per accedere ad un qualunque tipo di lavoro, ma anche per essere parte di un mondo sempre più globalizzato, è proprio la conoscenza della lingua che è stata eletta a veicolo di comunicazione intercontinentale tra i popoli, la scuola italiana continua a non fornire i mezzi basilari per essere competitivi a livello mondiale.

Sembra che non ci sia abbastanza volontà di tamponare gli enormi buchi che esistono nell’ambito dell’educazione e dell’istruzione, a partire da quella primaria ad arrivare a quella universitaria.

Divario crescente – E continua ad allargarsi il divario tra le singole scuole italiane riguardo l’educazione fornita: infatti ,tornando al caso di Roma, alcune di esse continuano a tenersi stretti i docenti specialisti, impiegandoli in quante più classi è possibile, altre, la maggior parte, affida senza problemi l’insegnamento dell’inglese a personale non adeguatamente qualificato.

 

 

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