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17 luglio 2012

La Tv Russa dice sì al cinema Italiano

Il primo canale televisivo russo ha dato appuntamento ai suoi telespettatori ieri in seconda serata, rendendo omaggio al grande cinema italiano contemporaneo. Per quattro serate consecutive verranno trasmessi quattro film che designano il cratere su cui si fonda la più reale origine del Belpaese.

L’Italia è da sempre seguita in Russia con grande simpatia e senso di ammirazione. Una delle testimonianze di questo fenomeno è recente, infatti giovedì scorso è andato in onda (sempre nel primo canale della tv nazionale russa) l’ultima puntata di un documentario molto atteso e seguito: “LORO ITALIA”; un film-viaggio attendibile ed a tratti ironico, di nove puntate. I due giornalisti hanno dato forma a questo lavoro, intervistando 15 italiani tra i più famosi e ricchi nella loro patria.

Ma una testimonianza che dà maggiore riconoscimento al nostro Paese, è la scelta dei quattro film che la televisione russa ha deciso di programmare in questi giorni. Sono film che appartengono alla grande sfera dell’arte cinematografica italiana, sono dei monumenti che non creano stereotipi ma chiedono di rappresentare la verità passata e presente. Introducendoci inesorabilmente come conduttori di mafie mai decadute, così da passare inevitabilmente in casa della politica degli anni di piombo. Senza dimenticare, però, di essere un  popolo eterenamente  melodrammatico, si arriva, infine, ai giorni nostri cui è ancora difficile parlare della difficile questione camorra.

Questo percorso intelligentemente tracciato è costituito dal primo film andato in onda ieri sera: Il Divo di Paolo Sorrentino, ispirato al freddo e indeciso Giulio Andreotti, del 2008. Denominato Divo, si prestava sicuramente a divenire simbolo di una riflessione sui mali del nostro Paese. Il bravo regista ha saputo ritrarre un politico che ha fatto il bello e il cattivo tempo nell’Italia della Prima Repubblica. Il divo è stato sorprendentemente ben interpretato dall’attore Toni Servillo.

Senza allontanarci troppo da quel contesto sociale, si passa al Romanzo Criminale del 2005, di Michele Placido, cui diede vita  ad una delle opere più compiute e più complesse sul piano stilistico che appartengono al suo bagaglio artistico. Il film ha come protagonista un gruppo di delinquenti che sono riusciti a terrorizzare Roma, meglio conosciuto come la banda della Magliana. L’opera è tratta dall’omonimo romanzo di Giancarlo de Cataldo.

E per non dimenticare questo popolo eternamente romanticone,  nel film di Maria Sole Tognazzi, uscito nel 2008, Pierfrancesco Favino interpreta L’uomo che ama. Domina l’amore sotto lo sguardo di un uomo, attraversato dalla forza desiderante dei corpi e del potere di attrazione della carne. La regista segue passo passo la vita di un amore in scadenza, e la sofferenza creata dal lento distacco aiuta la figura maschile ad imparare ad amare, rifiutando l’idea che questa magica parolina non debba per forza sopravvivere accostata perennemente alla sofferenza che essa stessa provoca all’essere umano. Nel cast c’è anche Monica Bellucci e l’attrice russa Xenia Rappoport.

Si conclude in bellezza con il grandioso Gomorra di Matteo Garrone, dove la camorra fa da padrone in un mondo attuale, ambientato all’interno delle mura di Scampia. Un posto come Napoli e Caserta, dove l’adolescenza è facilmente scambiata con una pistola. Il film è notoriamente tratto dal celeberrimo e tradottissimo omonimo romanzo di Roberto Saviano.

 

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