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18 luglio 2012

Londra 2012, le divise Usa, Made in China

Anche questa volta, dopo un apparente innocuo tweet, scoppia la polemica. E’ bastato che Nick Symmonds (800 metri piani), indossasse la sua divisa olimpica e sbirciasse l’etichetta di produzione e con grande stupore scrivesse su Twitter “Grazie Cina”, per scatenare l’ira funesta dei politici americani.

Lo stilista americano Ralph Lauren, disegna e produce le divise olimpiche dal 2008, “questa volta” facendole produrre in Cina. A scaldarsi più di tutti Harry Reid, senatore democratico che ha dichiarato: “Penso che dovremmo prendere tutte le uniformi, fare una grande pila e bruciarle, per poi produrne di nuove. Sono sconvolto, il Comitato olimpico dovrebbe vergognarsi”. Stessa politica per Steve Israel, deputato democratico: “È disdicevole che i nostri atleti indossino abiti prodotti in Cina”.

Il comitato olimpico statunitense (Usoc) a sua difesa in un comunicato dichiara: ” A differenza della maggior parte dei team nel mondo, la squadra olimpica americana è finanziata da sponsor privati. Siamo fieri della partnership con Ralph Lauren, una compagnia americana iconica“. Il brend americano ha declinato ogni commento, dando la propria disponibilità nel discutere della vicenda nella giusta sede, e annunciando dopo la gaffe che le divise per le Olimpiadi invernali 2014, saranno rigorosamente Made in USA.

La Casa Bianca, non si fa coinvolgere nella polemica dichiarando che non può essere una questione di  stato. Secondo le stime riportate per la vicenda la fabbricazione delle divise in Cina avrebbe sottratto all’economia Usa circa un miliardo di dollari.

Probabilmente l’Usoc doveva informarsi in riguardo alle produzioni, e magari scegliere uno stilista o un brend che potesse portare guadagno alla nazione, chissà se ci saranno riscontri analoghi per le divise dei nostri campioni nostrani, e magari sotto la firma Giorgio Armani non ci sia una bella sorpresa.

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