Leo Zagami minacciato di morte dal NWO! Intervista esclusiva

Redazione Controcampus 19 Luglio 2012

Il nucleo nevralgico della seconda parte di questa dissertazione, invece, è incentrato sulle sconcertanti rivelazioni di Leo Zagami, uno scrittore che ha vissuto sulla sua pelle una lacerante persecuzione ordita dagli Illuminati.

Il nucleo nevralgico della seconda parte di questa dissertazione, invece, è incentrato sulle sconcertanti rivelazioni di Leo Zagami, uno scrittore che ha vissuto sulla sua pelle una lacerante persecuzione ordita dagli Illuminati. Spinti dal desiderio di comprendere al meglio la differenza tra realtà e finzione letteraria, abbiamo deciso d’intervistare il Maestro Leo Zagami, autore della trilogia Le Confessioni di un Illuminato.   

Maestro Zagami, Lei è una delle personalità più intriganti dell’epoca postmoderna, una sorta di paladino degli oppressi. Le sue opere hanno il pregio di svelare al mondo dei profani, gli orrori e gli odori delle Società Segrete internazionali. Nel primo volume della trilogia delle Confessioni di un Illuminato, discorre con coraggio e dovizia di particolari dell’ascoso sistema iniziatico occidentale.

Le sue rivoluzionarie affermazioni scalfiscono l’animo del lettore.

Sono agghiaccianti, roventi e lancinanti, ma hanno il dolce profumo della verità. Nel 2006 ha inizio la sua attività divulgativa sul web.

Lei stesso ha dichiarato di essere stato minacciato di morte, e di aver temuto per la sua famiglia. Per qualcuno, il profumo delle sue Confessioni, sarà stato molto amaro. A distanza di 6 anni, è ancora convinto di aver fatto la scelta giusta? Ha ancora paura? Ne è valsa la pena?

Si assolutamente, anche se dopo il tradimento della mia, ormai, ex moglie musulmana, la quale mi vendette letteralmente ai servizi segreti norvegesi e al Nuovo Ordine Mondiale per raggiungere fama e successo (fatto di una certa gravità che accadde nei primi mesi del 2008), non ho poi più avuto nessun tipo di contatto con il  mio unico figlio. Isak Rumi (questo è il nome di mio figlio) adesso è in mano all’organizzazione islamica (di cui fa parte la mia ex moglie) diretta dall’agente della CIA Fethullah Gulen, controllore occulto della Repubblica Turca e del suo primo ministro Erdogan. Hanno tentato di utilizzare a più riprese Isak Rumi per ricattarmi e fermare le mie rivelazioni; ma senza successo. Così, dal2009 inpoi ci ho messo una pietra sopra: ho rinunciato a qualunque richiesta di affidamento chiedendo al resto della mia famiglia di fare lo stesso. Quando crescerà e saprà la verità su questi vermi saprà cosa fare e come giudicarli.

Lei è giornalista, scrittore, musicista e massone del 33°. E’ dotato di una gran cultura (come tutti i massoni del resto). Fin dalla tenera età si è dedicato allo studio ed alla ricerca in campo esoterico, storico e filosofico. Il suo eclettismo, l’induce a diventare autore di bestsellers prima in Giappone; poi in Italia. Per certi versi, le sue parole riecheggiano gli afflati dell’autore del Mattino dei Maghi, Jacques Bergier. Per altri versi, invece, sembra un personaggio fuoriuscito da un’opera di Dan Brown. Ma è anche molto simpatico e divertente. Invito i lettori a visualizzare i numerosi video postati da Leo Zagami Youtube. Se dovesse descriversi, quali aggettivi utilizzerebbe? Quali sono i filosofi che la ispirano?

Descrivermi è un po’ difficile. Sono del parere che ogni personaggio storico, di qualsiasi livello, debba essere originale e irripetibile. Tuttavia, se dovessi farlo direi che sono un incrocio tra  un moderno Cagliostro e  il suo discepolo più conosciuto, ovvero Napoleone. Tuttavia, apprezzo molto anche Gesù. Mi rendo conto che si tratti di un mix che ai “profani”, cioè coloro che non hanno mai frequentato una loggia massonica,  potrà sembrare improbabile  se non addirittura eretico e privo di senso, ma che, invece, risulterà coerente a coloro che conoscono il vero percorso iniziatico di questi  personaggi realmente  illuminati, al di là  del loro legame con gli illuminati di Baviera. Certo, Il Maestro dei Maestri,  il Profeta per eccellenza, che non vedo, però, come un Dio, ma come  il più grande  Maestro di vita e di spiritualità, rimane Gesù. Anche se come filosofo classico prediligo da sempre  Platone che ho imparato ad apprezzare fin dai tempi in cui frequentavo l’istituto magistrale  e iniziai a studiare la filosofia con un prete che mi sembra fosse proprio un gesuita.

Ho letto i primi due volumi della trilogia e ne sono rimasto profondamente affascinato. Ovviamente, leggerò anche il terzo. Credo che la sua opera sia un reale esempio di storia alternativa. Lei non è il classico teorico della cospirazione, perché ha vissuto in prima persona i fatti che narra. Le sue affermazioni sono delle lame taglienti, delle frecce avvelenate rivolte contro il potere. Tuttavia, mi conceda una riflessione. Mi faccia fare per un istante l’avvocato del diavolo. Machiavelli afferma che il fine giustifica i mezzi. Pertanto, le chiedo: Se il fine degli illuminati coincide con l’ipostasi dell’et pluribus unum (un’unica lingua, una sola moneta, un unico governo mondiale), ergo l’unificazione dell’umanità ed il raggiungimento della pace, secondo lei è corretto affermare che il dilemma riguardi la sola logica dei mezzi impiegati per perseguire il suddetto fine? Come immagina il futuro dell’umanità? E soprattutto, quali sono le nostre reali origini e perché esistiamo?

Certo il fine, dirà qualcuno, giustifica i mezzi, ma in questo caso il Nuovo Ordine Mondiale, voluto e messo in piedi, gradualmente, dal Vaticano dei gesuiti, dai sionisti di Tel Aviv e Gerusalemme e dai loro burattini per eccellenza, gli Stati Uniti d’America (creati per questo scopo dagli illuminati della Rosa+Croce nel 1776) sta diventando, man mano, l’anticamera dell’inferno e non quel paradiso in terra che avrebbero voluto i veri illuminati di cui fecero parte anche i  misteriosi Rosa+Croce, per un periodo. Sto parlando di coloro ( Rosa+Croce) che, come lei sa, risiedono al centro del sistema iniziatico Occidentale, al di sopra della Massoneria, come d’altronde vollero i Gesuiti stessi, ma che, come ho spiegato nel volume 1 de Le Confessioni di un Illuminato, sono poi diventati nel corso del tempo purtroppo una vera e propria congrega di maghi neri, che insieme a sette sataniche nefaste ci governano da dietro le quinte  grazie alla parte più deviata della Frammassoneria Occidentale. A questo scenario, già abbastanza delirante, dobbiamo aggiungere anche i cinesi con le loro Triadi e la loro Massoneria sconosciuta. Questo tragico finale dal sapore, per l’appunto, apocalittico, a breve, dovrebbe includere un nuovo conflitto mondiale di proporzioni catastrofiche. In realtà, si tratta di un epilogo che era stato previsto da molti profeti, incluso il  Messia Gesù. Tuttavia, secondo gli illuminati, l’instaurazione del Regno di Dio coinciderà con un semplice switch  off del male in favore del bene in quelle istituzioni, ora considerate, giustamente, malefiche e ipocrite, costruite ad arte per governare il mondo con una sola voce che in questo momento, purtroppo, è quella del male. Sono queste istituzioni come l’ONU a doversi trasformare, dallo stato di pura ipocrisia e falsità che rappresentano nell’attuale momento storico come ho sottolineato nel Volume 2 delle mie  Confessioni, in uno stato di reale beneficio e illuminazione che possa aiutare i popoli della terra nel momento della grande trasformazione epocale dell’Era dell’Acquario. I giovani, però, devono svegliarsi al più presto per attuare questa trasformazione globale perché le vecchie generazioni, ormai, sono irrimediabilmente compromesse da una sconfinata ipocrisia che non ha trasmesso alle generazioni attuali il testimone di una società pulita e onesta, bensì di una società eticamente e moralmente criminale e perversa. Tutto ciò è il frutto di compromessi eterni che dobbiamo assolutamente eliminare per evolvere come razza. Noi deriviamo dagli Dei, da quei Padri Celesti la cui verità si cela tra le righe della Bibbia come, ci ha insegnato, di recente, anche la ricerca di esperti del settore quale Mauro Biglino, di cui consiglio le pubblicazioni in merito.

Un mondo senza controllo e con troppa libertà di pensiero e d’azione è un mondo che rischia di finire nel baratro dell’autocensura e del declino. L’umanità non si sarebbe potuta evolvere senza il supporto di solide istituzioni e sublimi principi. Per certi versi, la Massoneria e la Chiesa Cattolica hanno contribuito entrambe, seppur in separate sedi, all’edificazione del tempio dell’umanità. Queste due imponenti scuole di pensiero, unite da un comune amore per l’umanità, hanno inteso edulcorare e educare lo spirito selvaggio delle masse, inducendolo al di là della perdizione, ove regnano la pace e l’amore eterno. Non a caso, la maggior parte dei protagonisti della storia sono massoni o gesuiti. Negli ultimi tempi stiamo assistendo ad una nuova tendenza. Dal 2008, anno dell’inizio della crisi economica, sul web ed in particolare su Youtube, sono comparsi per la prima volta una serie di video sul New World Order. Oltre a Lei, del Nuovo Ordine Mondiale ne hanno parlato Grillo, Tremonti, David Icke e la trasmissione d’Italia 1: Mistero. Leo Zagami , potrebbe spiegarci il concetto della disinformazione mediatica? Cosa sono i messaggi subliminali? Sugli alieni, la pensa come Icke?

Contribuire alla creazione di una società giusta, purtroppo, non sembra essere il fine della Chiesa o di qualunque altra religione organizzata. Al di là del messaggio iniziale dei vari profeti, ogni religione viene poi sfruttata per manipolare le masse e dominarle con una minoranza elitaria che da sempre guida il mondo dietro le quinte della storia ufficiale. La disinformazione serve a mantenere questo stato di cose. Purtroppo, serve a mantenere l’oscurantismo. Del resto, Gesù stesso fu condannato per aver guidato la rivolta dei cavernicoli cosi come l’avrebbe descritta Platone, il cui mito della Caverna è al centro del terzo ed ultimo volume di quella che ho definitola Trilogia della Verità, le mie Confessioni. Per quanto riguarda David ( Icke ) ha dato vita ad un’ottima introduzione al tema per le masse, ma la sua ignoranza nel campo esoterico e religioso e la manipolazione da lui  subita, spesso inconsapevolmente, grazie a persone disoneste a lui vicine, purtroppo, lo hanno  portato a contaminare le sue rivelazioni con elementi di fantasia come il mito dei rettiliani. Questo mito, infatti, è stato criticato e deriso da personaggi come l’agente dei gesuiti Massimo Introvigne, il quale, a proposito di David Icke, ha scritto: “ Chi è alla ricerca d’informazioni serie sulla massoneria o le società segrete ha a disposizione oggi molte fonti attendibili. Fra queste non rientrano certamente le teorie di Icke sui Rettiliani, interessanti come manifestazioni delle derive della corrente post-New Age ma che certo non trasmettono informazioni sulla storia.” Io, se permette, voglio combattere il nemico con documenti, dati e fatti alla mano che non possano essere criticati con la stessa facilità dal nemico. Infatti, sono stato per lungo tempo uno storico ed un esperto della Massoneria stimato ed accettato dalle più alte autorità massoniche . I messaggi subliminali, ormai, sono all’ordine del giorno da quando ipnosi e neuro linguistica vengono utilizzati ed abusati in maniera massiccia dagli esperti di comunicazione.

Perdoni il mio scetticismo. La storia c’insegna che l’uomo non ha mai goduto di ampie libertà. L’uomo è un essere autodistruttivo e la Terra è una risorsa da tutelare. Dunque, l’esistenza di un gruppo di potenti dalle intenzioni egemoniche, non dovrebbe far molta notizia. In fin dei conti, Jacques Bergier, nel saggio I libri maledetti, ricostruisce l’esistenza di un gruppo di misteriosi individui, il cui compito sarebbe quello di mantenere l’evoluzione della civiltà umana entro binari prestabiliti, censurando sul nascere le idee diverse e pericolose che potrebbero orientare l’uomo verso direzioni indesiderate. Non crede che, in fin dei conti, questi man in black operino per il bene dell’umanità? In realtà, viviamo in un mondo piuttosto iniquo. Se pensa alla tragedia accaduta a Brindisi, cosa le viene in mente? Secondo lei, quale è il male minore: accettare il nwo oppure la follia dell’individuo che mette le bombe per far saltare in aria delle innocenti bambine?

Leggo nelle sue domande non solo un’accettazione del Nwo, il famigerato Nuovo Ordine Mondiale, ma una sorta di approvazione implicita; beh, sappia che sono totalmente contrario a questa realtà e alle modalità in uso presso i potenti della terra, e conoscendo molto bene i segreti di quelli che lei giustamente definisce i man in  black, coloro che da  dietro le quinte hanno guidato per millenni la storia dell’umanità, so che ci troviamo di fronte a un giro di boa e a un cambiamento epocale. Un cambiamento di cui spero possa far parte non solo come semplice spettatore, ma come protagonista con il mio lavoro di divulgazione e le mie pubblicazioni, cosi come nel campo della politica con la mia discesa in campo con il Partito dei Pirati . Certo, questo lavoro è rischioso. Ma, in tal senso, pur non condividendone gli afflati politici, mi sembra opportuno sposare il motto di Mussolini  “Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora”. Vede, se oltre ad un’influenza, ovviamente occulta, divenuta, ormai, ovvia anche a coloro che non hanno mai avuto un coinvolgimento diretto con la Massoneria, i Cavalierati e le tante società segrete che formano il network degli illuminati  e  del NWO, si riuscisse a dimostrare che siamo stati  manovrati per millenni verso questo momento storico, per arrivare cosi alla creazione non solo di  un mondo nuovo, ma soprattutto di un uomo nuovo,  allora vedrà che  la sua posizione cosi come quella di coloro che credono di sapere ma non sanno cambierebbe radicalmente e le dico queste parole senza volerla offendere in alcun modo.

…Beh, a dire il vero, nelle mie affermazioni riesco ad intravedere, soltanto, un malcelato pragmatismo storiografico. Io ripongo fiducia nei fatti storici, senza, tuttavia, considerarli assiomi, bensì verità falsificabili. La mia unica certezza è il dubbio. E poi, ho il dovere di ottemperare al principio giornalistico della par condicio lectorum… Dunque, facciamo una breve digressione storica sull’evoluzione e sul progresso dell’umanità. L’uomo di 2000 anni fa, non se la passava meglio di noi. E nemmeno l’uomo di mille anni fa. La vita valeva poco. Si uccideva per nulla. Oggi, invece, le cose vanno un tantino meglio. La democrazia, la libertà, l’eguaglianza, il benessere, la possibilità di campare fino ad 80anni, di avere una famiglia e via di seguito, sono delle conquiste fondamentali. Tuttavia, l’età dell’acquario è alle porte, l’uomo-bambino sta crescendo rapidamente e, come tutti gli adolescenti, sta iniziando a ribellarsi ed a desiderare qualcosa di diverso dall’ordine imposto dai suoi governanti-genitori. Nel II volume delle Confessioni di un Illuminato, Il Tempo della Rivelazione, Lei ci illustra quello che potrà accadere nell’intervallo che va dal 2012 al 2019. Nel paragrafo, Ordo ab chao (ordine dal caos), ci rende edotti sull’assenza di un reale ordine e sulla necessità di ritrovare la giusta dimensione percettiva del problema. Secondo Lei, alla fine dei tempi, trionferà l’ordine oppure l’uomo-bambino resterà nel caos?

Lei parla come se fosse sicuro di ciò che afferma, ma il sorriso dei bambini e delle persone semplici nei paesi in via di sviluppo e la tristezza degli adulti e dei bambini nella nostra società la smentiscono su tutti i fronti. Lei sa che l’utilizzo di antidepressivi nella nostra società è in costante aumento? La democrazia, inoltre, è sempre stata un’illusione creata per impinguare le pance e le tasche di politici inutili, servi delle lobby e delle loro Chiese e religioni di vario tipo. Non è mai esistita alcuna democrazia. Secondo me, abbiamo bisogno di coerenza e non dell’ipocrisia di facciata di una società che potrà anche farci vivere qualche annetto in più, ma che ormai non regala più la felicità di un tempo. La celebre canzone di Albano e Romina recitava cosi: “Felicità è un bicchiere di vino con un panino, la felicità. È lasciarti un biglietto dentro al cassetto, la felicità. È cantare a due voci quanto mi piace, la felicità, felicità.” Lei sa che nella civilissima Gran Bretagna, e ormai sempre di più anche qui in Italia, ci sono bambini che non hanno neanche il cibo per sopravvivere e coppie di giovani  che non riescono ad offrire nemmeno un panino ai loro figli?

Secondo me Il Tempo della Rivelazione 2012-2019, descritto nel volume 2 delle mie Confessioni, farà capire al mondo che, invece, di fare dei grandi passi in avanti abbiamo solamente creato un fallace senso di ricchezza. Un’illusione, di cui lei e molti altri siete vittime, che fa mangiare solo una minoranza rispetto a una maggioranza di popolazione terrestre, oggi sempre più numerosa, che vive nella povertà. Si, la povertà è in crescita. Solo il senso di ribellione, una vera e propria rivoluzione  espletata contro questi  porci del sistema, potrà liberarci. Ma, ovviamente, il Nuovo Ordine Mondiale sa difendersi e, allora, ecco la mia entrata in politica con il Partito dei Pirati e il concetto realmente rivoluzionario di Democrazia Diretta.

…In realtà la mia unica certezza è il dubbio. Sono solo un po’ scettico. Le mie asserzioni, per quanto criticabili, traggono origine da fonti storiografiche… Comunque, ritorniamo all’intervista. Al di là delle notorie deviazioni, la Massoneria è una grande scuola filosofica. Essa rappresenta un importante punto d’incontro e di dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste. Non molto tempo fa, Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia ed autore del saggio In nome dell’uomo, ha affermato che il Libero Muratore è l’uomo del dubbio. Leo Zagami potrebbe spiegarci che cosa significa essere un libero muratore?   

Significa quello che Raffi e il suo modo, a mio avviso, erroneo ed ipocrita di fare massoneria sta cercando di distruggere  negli ultimi anni, in altre parole l’essere libero, nel bene e nel male, di criticare  il sistema presente per costruirne, da muratore, uno nuovo. Perfino lui, il Gran Maestro della più importante Obbedienza massonica italiana ( Grande Oriente d’Italia) , dovrebbe smetterla di fare quello che fanno tutti i potenti italiani, nella politica, nella massoneria cosi come nelle università, cioè pura retorica finalizzata a rimanere, vita natural durante, ai posti di comando, senza mostrare cenni d’apertura a beneficio delle generazioni future.

Questo atteggiamento ha portato la Nazione verso l’inevitabile rovina. E su questo dato non c’è neanche bisogno di dubitare perché è ormai una certezza. Il vero massone è colui che dubita. Nel dubbio si creano le innovazioni, ma esse non devono essere solo semplici chiacchiere da trasporre in un libro, bensì fatti di cui la storia sarà nostra testimone.

Se è vero che la Massoneria è nata per unificare i popoli di diverse religioni, come ci ricordava The Mother-Lodge (1806) (La Loggia Madre) la più nota ed amata delle poesie massoniche di Kipling,  è anche vero che  da qualche tempo, si è succubi delle correnti più fondamentaliste e bigotte del credo religioso. La Massoneria non sta facendo abbastanza da fermare questa deriva. Anzi, a volte partecipa in segreto e per opportunismo a questa pericolosa deriva. Conosco troppi massoni incoerenti che al passaporto massonico uniscono quello d’appartenenza all’Opus Dei. Licio Gelli, ad esempio, da qualche anno è Cavaliere del Santo Sepolcro.

Leo Zagami è anche un noto dj. Qual è il suo background musicale? Sta lavorando a qualche nuovo progetto?

No, ormai non svolgo quest’attività professionalmente da diversi anni, per la precisione dal 2006, anno in cui ho iniziato, come lei sa, questa mia crociata. Tuttavia, ho ancora molti contatti e, occasionalmente, faccio qualche serata da dj in locali molto particolari e all’avanguardia. Sono stato uno dei precursori della corrente di pensiero che ha contribuito a trasformare la dance da semplice musica da ballo a fenomeno culturale di una certa importanza, promuovendo e creando generi completamente nuovi . Di me hanno parlato, in questo senso, anche grandi dj della scena contemporanea nelle loro pubblicazioni ed interviste. Primo fra tutti, Claudio Coccoluto. Avrei voluto continuare, ma la giornata, purtroppo, è fatta di 24 ore. Tra l’altro, devo affermare che anche in questo settore ho avuto modo di lavorare meglio all’estero che in Italia, proprio perché qui la musica spesso passa in secondo piano rispetto alla cultura del bere e della superficialità (tette e glutei per intenderci). Ma, grazie a Dio, non è sempre cosi. Ci sono delle realtà, come l’Alchemy o il Goa a Roma, dove la sperimentazione continua. Al di là di tutto, la musica è un qualcosa di realmente magico che può trasformare l’anima di una persona mettendola in contatto con l’universo e la sua armonia cosmica.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto