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7 luglio 2012

Saldi, saldi, saldi

Oggi è il grande giorno per tutti coloro che tanto desiderano comprare qualcosa che a prezzo pieno non potrebbero permettersi. Arrivano i saldi in tutte le Regioni italiane, ad eccezione della Basilicata e del Molise, che hanno anticipato i saldi estivi al 2 luglio.

Confcommercio prevede una spesa di 250 euro a famiglia, per i circa 15 milioni di nuclei familiari che si metteranno in cerca di capi a prezzi ribassati. Per Codacons non saranno più i tempi di una volta con i marciapiedi colmi di gente in fila per ore, bensì si tratterà di «un vero e proprio flop» poichè si registrerà una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città.

A questo proposito, Confcommercio, fa appello al buon senso e all’attenzione per evitare gli acquisti-truffa a causa di quegli esercenti che considerano il periodo di saldi un’opportunità per svuotare il magazzino mettendo sugli scaffali anche prodotti vecchi e non di qualità.

Ecco, allora, i principi base per il corretto acquisto degli articoli in saldo secondo le cinque “regole d’oro”.

La prima riguarda i cambi : solitamente l’opportunità di cambiare il capo dopo averlo acquistato resta una decisione a carico del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In tal caso, sarà obbligatorio per il negoziante riparare o sostituire l’articolo e, se impossibile, ridurre o restituire il prezzo già pagato. Il cliente, però, dovrà denunciare il vizio del capo acquistato entro due mesi dalla scoperta del danno;

La seconda regola, che spetta ancora alla volontà del negoziante, riguarda la prova dei capi : non è obbligo;

Per quanto riguarda i pagamenti, invece, i negozianti accetteranno le carte di credito se all’interno del punto vendita sarà esibito l’adesivo che attesta la relativa convenzione;

I prodotti in vendita e dunque in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di forte deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Ad ogni modo, non è vietato vendere capi appartenenti alle stagioni precedenti;

L’ultima regola d’oro riguarda l’ indicazione del prezzo, che è un obbligo del negoziante. Bisognerà, infatti, indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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