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27 luglio 2012

Scatti di stipendio e arretrati ai docenti precari

La sentenza, che è stata emessa pochi giorni fa, ha fatto da “apripista” a tutte le altre che ci saranno nei prossimi mesi.

È successo a Novara, dove gli insegnanti che per anni sono stati supplenti si sono visti attribuire gli “scatti di stipendio”  propri dei docenti di ruolo, inoltre acquisiranno anche gli arretrati.

La decisione è stata presa dal Tribunale di Novara, che ha raccolto la mozione della Cisl.

Ad illustrare il contenuto della decisione presa dal magistrato novarese ci ha pensato il segretario provinciale della Cisl, Giambattista Cattaneo, il quale ha spiegato la vicenda: si tratta di otto persone che hanno insegnato in provincia di Novara dai cinque ai dodici anni di fila, sempre da supplenti. Il loro contratto iniziava a Settembre ma finiva a Giugno; in questo modo il loro stipendio ripartiva sempre da zero, non venendo quindi considerato il periodo di insegnamento pregresso.

Perciò sarà conferito loro un risarcimento degli arretrati non percepiti e un aumento dello stipendio.

Questi, però, sono solo alcuni casi di supplenti che la Cisl sta seguendo; infatti per altri venti docenti precari il giudizio è atteso nei prossimi giorni, e ancora altri venticinque presenteranno l’istanza in tribunale il prossimo settembre.

Sul tema lo scorso anno si era già pronunciata la Corte d’Appello di Genova (sentenza 743 del 20 settembre 2011), creando il diritto agli scatti di anzianità per gli insegnanti precari sulle regole europee che impediscono discriminazioni tra il personale con contratti a termine e quello assunto a tempo indeterminato. Il riferimento proposto dai magistrati liguri è all’articolo 4 della direttiva 1999/70/CE, recepita nel nostro Paese dall’articolo 6 del Dlgs 268/2001. Una norma, questa, che ha creato parecchi problemi giuridici al ministero dell’istruzione.

L’amministrazione, però, ha sempre opposto al carattere vincolante delle regole europee la specificità del settore scolastico, che per le caratteristiche proprie della sua organizzazione non si presta a entrare nelle questioni che regolano gli altri ambiti di lavoro.

Frattanto la sentenza di Novara smove gli altri supplenti italiani e li incentiva a rivendicare i propri diritti.

Fonte immagine pupia.tv

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