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28 luglio 2012

Ucraina: il calcio non basta, l’Europa sembra ancora lontana

Archiviati il campionato europeo di calcio e gli entusiasmi pallonari, l’Ucraina si è riscoperta ancora molto lontana dagli standard dell’UE: scarsa democrazia, forti disuguaglianze sociali ed economiche e, non ultimo, un sistema scolastico antiquato e poco integrato con gli altri Paesi europei.

Il crollo dell’URSS e l’acquisizione dell’indipendenza politica avevano permesso all’Ucraina di avviare, per la prima volta, quelle riforme strutturali necessarie alla modernizzazione del Paese: in realtà, dal 1991 fino ad oggi, i cambiamenti principali non sono stati mirati alla creazione di un nuovo sistema sociale, bensì allo smantellamento del modello sovietico.

Per quanto riguarda il sistema scolastico ed universitario, il governo di Kiev aveva fin da subito introdotto delle misure per favorire un’istruzione di massa, attraverso un processo educativo più professionale e attento alle esigenze degli studenti: la nascita di scuole ed accademie private, inoltre, avrebbe dovuto favorire una maggiore competizione tra gli stessi istituti, così da migliorare il livello generale d’istruzione.

Le varie misure legislative adottate dal parlamento ucraino, tuttavia, si sono rivelate poco efficaci: a dimostrarlo sono i risultati di un recente studio preparato dall’International Foundation for Education Policy Research (IPPR) e realizzato anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Associazione degli Studenti Ucraini.

Le tanto vantate riforme scolastiche, infatti, non hanno beneficiato di adeguati finanziamenti e non sono state mai implementate completamente: d’altra parte, proprio nel sistema educativo, l’Ucraina ha conservato numerose caratteristiche del modello sovietico, in particolare la resistenza al cambiamento e all’integrazione, la perenne mancanza di finanziamenti e la corruzione.

Nonostante l’adozione formale del Bologna Process (nel 2005), l’Ucraina non ha ritenuto necessario avviare una riforma del sistema universitario: all’interno delle stesse università, rivela lo studio dell’IPPR, molti amministratori non comprendono appieno le possibilità di un’effettiva integrazione con le università straniere. L’opinione pubblica, e gli studenti, non hanno accesso alle informazioni sul processo di riforma né, tantomeno, il governo ucraino ha mai cercato di operare tramite consenso.

Per quanto riguarda il finanziamento delle università, l’Ucraina risente di una forte disparità di trattamento tra le università più grandi, come quella di Kiev, e le università più piccole o periferiche. Queste differenze, in particolare, si riflettono nei divari salariali di docenti e rettori, con il conseguente dilagare di episodi di corruzione. Clientelismo, bustarelle e scambio di favori sono fenomeni molto frequenti all’interno delle università ucraine: lo studio ha dimostrato che il 33,2% degli studenti intervistati ha vissuto tali episodi.

Un’eventuale riforma universitaria, dunque, dovrà affrontare necessariamente questi problemi: la lotta alla corruzione in tutti i suoi aspetti, un adeguato finanziamento degli atenei e la valorizzazione di insegnanti e studenti saranno i primi passi da compiere per rilanciare le possibilità di integrazione europea.

 

immagine tratta da http://www.graniteschools.org

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