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29 luglio 2012

Università di Gaza: Israele ed UNESCO ai ferri corti

I rapporti diplomatici tra Israele e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) hanno raggiunto nuovamente i minimi storici: la scorsa settimana, Nimrod Barkan, ambasciatore israeliano presso l’Onu, ha presentato una lettera di protesta formale contro la decisione delle Nazioni Unite di sostenere la creazione di una cattedra di astronomia ed astrofisica presso l’Università di Gaza.

Proprio questa università, infatti, secondo gli analisti israeliani, sarebbe il centro di formazione ed addestramento delle milizie di Hamas, impegnate in una sanguinosa lotta per il controllo dei territori palestinesi. Durante l’operazione Cast Lead, nel 2008, l’aviazione israeliana aveva bombardato alcuni edifici dell’Università di Gaza, ritenuti laboratori per la produzione di missili e bombe da utilizzare in attentati contro Israele.

Le relazioni tra l’UNESCO e lo Stato di Israele si erano già deteriorate alcuni mesi fa, quando la maggioranza dei Paesi membri delle Nazioni Unite si era espressa a favore del riconoscimento della Palestina come Stato membro dell’agenzia per l’educazione e la cultura: in quell’occasione, anche gli USA avevano fortemente criticato l’iniziativa dell’UNESCO e avevano deciso di tagliare i finanziamenti all’organizzazione.

I politici e i media israeliani hanno accusato il Segretario Generale dell’UNESCO, Irina Bokova, di aver agito in maniera poco responsabile, sostenendo in questo modo la diffusione del terrorismo in Medio Oriente. Fonti del Ministero degli Esteri israeliano, inoltre, ritengono che le nuove iniziative dell’agenzia dell’ONU in Palestina facciano parte della campagna della Bokova per ottenere un secondo mandato.

La Bokova vuole essere rieletta ad ogni costo – ha dichiarato un funzionario del Ministero degli Esteri al quotidiano israeliano Haaretze per questo ha deciso di sostenere la causa palestinese, per ingraziarsi i Paesi arabi e i Paesi in via di sviluppo che costituiscono la maggioranza dei membri dell’UNESCO”.

Nel frattempo, l’Università di Gaza continua a svolgere le attività accademiche, nonostante il continuo rischio di sospensioni, chiusure o altri eventuali interventi militari: in questo caso la troppa notorietà non sembra essere un grande vantaggio.

 

Immagine tratta da http://www.haaretz.com

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