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12 agosto 2012

Caos al Ministero sul TFA: rivisti tutti i risultati

Intorno ai quiz del Tfa continua ad aleggiare un’insopportabile incertezza che tiene in ansia ammessi e non ammessi. È notizia di ieri, infatti, che il Ministero abbia deciso di abbuonare tutte le domande cosiddette “ambigue” o più precisamente sbagliate (che non presentavano nessuna o più di una risposta corretta) assegnando, per ognuna, mezzo punto a tutti i partecipanti al test.

La notizia, a dir la verità, è stata scoperta in modo del tutto casuale navigando sul sito appositamente creato per il Tfa (www.cineca.it), nessuna comunicazione ufficiale è arrivata ai partecipanti a nome del Ministero e neanche oggi, ad un giorno di distanza, nessuno ha provveduto a rendere nota la faccenda ai candidati. Insomma, bisogna arrangiarsi da sé per scoprire che ad alcune classi di concorso sono state abbuonate ben 25 domande su 60, rendendo l’ammissione alla seconda prova molto più semplice.

Da ieri, quindi, il numero di coloro che hanno superato la prima prova del Tfa è aumentato in maniera esponenziale. A Modena, ad esempio, per la classe di concorso A037 gli ammessi sono aumentati del 30%, mentre a Napoli, per la classe di concorso A060, la percentuale di chi ha superato la prova è aumentata del 170%. Numeri allarmanti che hanno generato rabbia e panico tra coloro che la prova l’avevano superata senza dover ricorrere a nessun espediente.

La decisione del Ministero di abbuonare le domande sbagliate, infatti, causa un danno non da poco a tutti coloro che erano risultati ammessi dopo la prima valutazione della prova: “Ritrovarsi a dover competere con 800 persone, invece che con 300, è una bella differenza e non è neanche giusto vedersi scavalcati in graduatoria da persone che sono lì solo perché si sono visti abbuonare tutte le domande sbagliate”, è così che una ragazza che ha sostenuto i test del Tfa all’Università di Napoli ha commentato la vicenda.

Da questa dichiarazione, inoltre, è possibile partire per portare avanti un’attenta analisi dell’accaduto: per superare il Tfa era necessario ottenere un punteggio minimo di 21 punti (rispondere correttamente a 42 domande). Ora che il Ministero ha deciso di abbuonare, in alcuni casi, 25 domande su 60 è chiaro che il numero di risposte esatte da dover dare si abbassi notevolmente, aumentando in maniera esponenziale la percentuale degli ammessi. Si è venuta a creare, quindi, la situazione per cui chi avesse superato il test rispondendo correttamente a 42 o più domande, dopo la prima valutazione, si è visto scavalcare successivamente da altri che avevano dato risposte del tutto errate alle domande ambigue. “Il paradosso è che chi ha avuto più punti in seguito al riconteggio è stato proprio chi aveva sostenuto una prova peggiore. La scelta adottata dal Ministero non segue alcuna logica!”, così ha commentato la vicenda Agostino, il ragazzo di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo.

L’abbuono delle domande, infatti, ha seguito un iter totalmente sbagliato: inizialmente, a queste era stata attribuita una risposta corretta (per quanto non propriamente esatta) e sulla base di questa decisione era stata stilata una prima graduatoria. A seguito della revisione delle prove, invece, si è deciso di dare come corretta qualunque risposta fosse stata data, si è venuta a creare la situazione per cui a domande tipo “Che cos’è il Comintern?” sia stata data come giusta anche una risposta come “Era un’organizzazione promossa e valorizzata da Trockij nella sua lotta contro Stalin”, risposta palesemente errata che dimostra una totale impreparazione storica a differenza di chi in buona fede avrebbe risposto “Era la Terza Internazionale Socialista”.

Un caos generato dal Ministero che si è dimostrato incapace di gestire il Tfa causando danni e disagi a tutti i partecipanti. A questo punto, si spera, che non ci siano ulteriori passi indietro o meglio passi avanti che continuino a peggiorare la situazione.

 

Fonte foto: http://www.ibridamenti.com

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