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3 agosto 2012

Dal carcere al teatro, la seconda vita di Aniello Arena protagonista di Reality di Garrone

Galeotto fu il teatro carcerario per Aniello Arena, l’attore protagonista di Reality di Matteo Garrone, da settembre nelle sale, dopo i trionfi di Cannes 2012.

La realtà delle carceri italiane per una volta è capace di svelare e raccontare storie di rinascite personali e di cinema, passando per il teatro.  Circa 160 esperienze teatrali tra laboratori e compagnie vere e proprie animano le strutture carcerarie della penisola, su un totale di 207 carceri: si tratta di un ampio ventaglio di possibilità per i detenuti – da piccoli workshop e vere e proprie strutture  che vantano una storia di quasi un quarto di secolo alle spalle, come la compagnia la Fortezza di Volterra.

Per poter accedere al teatro in cella è spesso necessaria l’iscrizione a una lista di attesa, dopodiché si procede ai provini veri e propri e poi all’ingresso nella compagnia. Da quel momento bisogna accettare le regole indicate dal regista della compagnia, seguendo una severa disciplina.  Ma il nuovo stile di vita da teatrante carcerario è uno stimolo eccezionale per il detenuto,  poiché una volta fuori il tasso di recidiva diventa bassissimo.

Inoltre il modello del teatro della Fortezza di Volterra è stato valutato con numerosi riconoscimenti di critica a livello europeo e mondiale, con ben sei premi Ubu. Tutto merito dell’intuizione di Armando Punzo, che fra metodo e innovazione ha reso protagonisti gli esclusi della società, non ultimo Aniello Arena,  l’attore protagonista di Reality, l’ultima opera di Matteo Garrone.

Sul red carpet di Cannes 2012 mancava soltanto lui, Aniello Arena; soltanto in quel momento giornalisti e critici si accorsero che Arena era un ergastolano, che non aveva ottenuto dal magistrato il permesso di seguire la troupe in Costa Azzurra. Perchè la vita da uomo libero di Aniello si ferma di colpo nel lontano 1991, con la strage camorrista di via Crocelle a Barra, quando aveva appena 23 anni, nel cui conflitto a fuoco morirono tre persone. Sul set nascondeva la verità della sua detenzione: raccontava “di aver rubato galline” e chiudeva di colpo il discorso.

Ma Aniello Arena è di fatto un autentico talento autodidatta, tra i migliori d’Italia, che ha trovato strada grazie al teatro della Fortezza di Volterra prima e ora con Reality di Garrone, e  che grazie alla sua opera di rinascita personale è riuscito a trovare il giusto tempo per sistemare e modificare in meglio le prospettive della sua vita da ergastolano.

 

(credits photo:  www.newsnotizie.it)

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