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26 agosto 2012

I libri di Giordano e Croce negli scatoloni

La notizia dell’imminente chiusura dell’Istituto di Studi Filosofici di Napoli ha fatto rapidamente il giro dei maggiori quotidiani, mobilitando anche le forze politiche.

Gerardo Marotta, avvocato di 85 anni, è il fondatore dell’Istituto di Studi Filosofici di Napoli, un’istituzione di fama mondiale. All’interno della struttura si trovano più di 300mila volumi: edizioni originali di Giordano Bruno, Benedetto Croce e tanti altri.

Oggi l’Istituto rischia di chiudere. Dallo Stato e dalla Regione non arrivano più fondi da tre anni. Così Gerardo vede passare gli operai che iniziano a portare via i libri, perché non ci sono più soldi per pagare l’affitto. I venti dipendenti dell’Istituto rischiano di rimanere senza stipendio; l’avvocato si è rivolto anche al capo dello Stato Mario Monti tramite un appello in video.

In tanti gli hanno risposto, ma le parole sono sempre le stesse: “Con la cultura non si mangia”; ma a remare contro l’Istituto ci sono stati anche professori napoletani, invidiosi del patrimonio.

Servono due milioni e mezzo l’anno per andare avanti, tra affitti, stipendi, libri. Dal 2009, però, non arrivano più soldi e adesso il conto da pagare è salito a 10 milioni.

Per iniziare, Gerardo vendette i propri appartamenti; in seguito fu Carlo Azeglio Ciampi a dare i fondi necessari per far sopravvivere l’Istituto. Poi vennero tagliati i soldi e fu difficile continuare. Oggi ci si ritrova nella situazione peggiore: i libri iniziano ad essere spostati in un magazzino.

La regione Campania ha promesso una biblioteca e per farlo hanno ottenuto oltre sei milioni di fondi europei. L’edificio era pronto nel 2010, poi è arrivata la nuova giunta che ha stabilito che la biblioteca doveva ospitare anche tutti i libri che arrivano dalla Regione dagli editori campani. Rimane poco spazio.

Alcuni sindaci si sono adoperati per offrire altri spazi, ma serve un intervento deciso del governo, altrimenti tutti i libri sono destinati a fare polvere in un magazzino, diventando così un tesoro sepolto e inutilizzabile.

Fonte foto: lettera43.it

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