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4 agosto 2012

Marilyn Monroe in 4.000 foto a Varsavia

Marilyn Monroe è immortale, il suo nome nel mondo in cui viviamo risplende tra le stelle. Di certo non capita tutti i giorni che una collezione di quattromila foto, con centinaia di sue immagini inedite, riemerga da qualche archivio. Ma è successo proprio questo: a Varsavia sulla Vistola, dal 6 agosto al 7 settembre, le foto saranno esposte al pubblico in una mostra, poi saranno vendute all’asta.

Immortalata in ogni momento intimo negli scatti quasi tutti in bianco e nero che il suo amico Milton H. Greene, allora fotografo delle star di Hollywood, le dedicò con le sue Rollei o le sue Leica. L’amico fotografo poteva scattare a Marilyn le sue istantanee a pochi passi da lei.

Di foto di Marilyn ne esistono già a migliaia, su libri, musei, o scaricabili ovunque online. Il suo nome ormai è immortale: non passa giorno, o quasi, che non sia dato alle stampe un nuovo libro che promette di dire tutta la verità sulla star delle star. Ma la collezione di Milton H. Greene offre comunque inediti preziosi, ed è affascinante anche per la sua avventurosa storia. La collezione era stata acquistata da un ricco americano, un milionario di Chicago di cui nel rispetto delle leggi sulla privacy non viene fatto il nome.

Aveva buon gusto nel comprare e collezionare foto rare dei divi di Hollywood, ma poi fece il furbetto, o almeno ci provò. Dopo la rivoluzione del 1989, provò a truffare la rinata democrazia polacca con corruzione e imbrogli vari. Aveva sottovalutato i suoi partner. Gli inquirenti di Varsavia lo scoprirono, e con l’aiuto dello Internal revenue service e dello Fbi americani lo misero con le spalle al muro. Costretto a rimborsare i suoi debiti al Tesoro pubblico polacco, il milionario dell’Illinois rinunciò a molti averi, offrì ogni boccone prelibato possibile.

Anche quelle quattro grandi casse in legno sigillate, con la collezione di foto di Greene che nel frattempo era morto anche lui. Le casse rimasero a lungo negli Usa sotto sequestro per la rogatoria internazionale, alla fine il Tesoro polacco le ha prese in consegna. La collezione ha un valore commerciale di almeno 560mila euro, cioè dai 680mila ai 690mila dollari all’instabile tasso di cambio attuale. Lo Stato polacco esporrà il meglio in una mostra, poi è deciso a vendere tutto all’asta: il tetto al debito pubblico in Polonia è dettame costituzionale da anni, quindi anche in un’economia dinamica e con i conti pubblici in ordine Marilyn è vendibile in nome del rigore. Se vi interessa, dunque, affrettatevi a prenotare un volo per Varsavia, per rivederla ancora una volta, dietro le quinte della sua vita.

Proprio in questi giorni ricorre il primo cinquantennio dalla sua scomparsa della diva, della donna, della favolosa attrice, del membro dello star-system hollywoodiano.  Morì misteriosamente nella sua casa di Brentwood, nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962, a soli 36 anni. Intendeva di certo risplendere, ma mostrando sempre la sua umanità, diceva: “Non voglio fare soldi, voglio solo essere meravigliosa. Anch’io ho dei sentimenti. Sono ancora umana. Tutto ciò che voglio è essere amata, per me stessa e per il mio talento“.  Da qui i tentativi di restare se stessa, pur nel tritacarne mediatico a cui era sottoposta: “Per prima cosa, sto cercando di provare a me stessa di essere una persona. Poi cercherò di convincermi di essere anche un’attrice“.

La sua morte è ancora oggi velata di mistero. La causa, un’overdose di barbiturici, è rimasta sospetta anche per la successiva scomparsa di tracce e documenti dalla casa dell’attrice, nonché le innumerevoli omissioni e varie incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico, forse chissà per intercessione di Bob Kennedy con il quale avrebbe avuto una relazione.

Di certo la sua vita non fu piena di felicità e gioia: trascorse la sua infanzia in case-famiglia, la madre era psicologicamente instabile e non riusciva a prendersi cura della figlia finanziariamente, Norma Jeane Baker (in arte Marilyn Monroe) non seppe chi fosse il suo vero padre. Dopo gli esordi da modella ottenne nel 1946 a vent’anni il suo primo contratto cinematografico, ma ottenne la sua consacrazione in pellicole come “Come sposare un milionario”, “Quando la moglie va in vacanza”, “Fermata d’autobus” e “A qualcuno piace caldo”, la cui interpretazione le fece vincere un Golden Globe. Come cantante i supi successi più celebri sono stati My Heart Belongs To Daddy, Bye Bye Baby e Diamonds Are a Girl’s Best Friend. Come dimenticare l’icona che è divenuta nella cultura pop. Ultimo film di celebrazione è stato “My week with Marilyn”,  tratto dai diari di Colin Clark, aiuto regista per il film “Il principe e la ballerina”. Il film racconta la settimana che la Monroe trascorse per le riprese del film e dei momenti trascorsi in compagnia di Clark, dopo che suo marito, Arthur Miller, lasciò  il paese. Il film ha avuto parecchie nomination ai Golden Globe e agli Oscar, e l’attrice che interpreta Marilyn, Michelle Williams, ha ottenuto il Golden Globe come migliore attrice protagonista.

Fonte immagine: http://www.style.it

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