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5 agosto 2012

Molestie verbali: il documentario di una studentessa fiamminga

Quando la violenza è in famiglia
Molestie verbali

Molestie verbali

Molestie verbali: il documentario di una studentessa fiamminga.

A quale donna non è successo almeno una volta nella vita di essere aggredita verbalmente con parole volgari mentre passeggia da sola?

Una tortura a cui le donne si sottopongono loro malgrado, ma alla quale in poche reagiscono. Ricevere avances volgari o commenti rozzi da parte di spavaldi maschietti in giro per le strade è entrato a far parte della normalità.

Sofie Peeters (in foto), studentessa di cinema alla Haute Ecole flamande Rits di Bruxelles, munita di telecamera nascosta si è lanciata per le vie di un quartiere popolare della capitale belga per documentare cosa succede a una giovane donna che cammina da sola per le strade di un civile paese europeo.

Immortalati nel video documentario, oltre alle avances di alcuni passanti, anche veri e propri insulti sessisti e proposte volgari. Il filmato, intitolato Femme de la Rue (donna di strada) e girato nel quartiere Anneessens in cui vive Sofie, è stato proiettato il 26 luglio in un cinema della capitale belga e alcuni pezzi sono stati trasmessi dalle reti televisive fiamminghe.

Le vie del quartiere percorse dalla telecamera di Sofie appartengono a una zona centrale di Bruxelles, ma in maggioranza abitata da musulmani. Il timore della studentessa è che il suo documentario possa apparire come una provocazione razzista, ma Sofie precisa subito che la scelta della location è dovuta al fatto che quello è proprio il quartiere che percorre abitualmente e nel quale risiede.

Femme de la rue sarà parte della tesi di laurea dell’intraprendente studentessa, la quale ha anche intervistato altre ragazze che vivono nello stesso quartiere e che confermano di essere sottoposte alla stessa tortura ogni volta che oltrepassano l’uscio di casa.

Gli insulti che le ragazze ricevono sono di vario tipo: dalle proposte sessuali da parte di uomini attardati che si offrono di portarle a casa loro, ai più variopinti commenti che le apostrofano come «cagne», «prostitute» e «sgualdrine».

«Una volta un ragazzo ha sputato per terra dopo avermi chiamato cagna» dichiara nel documentario Laura, «eppure non avevo fatto nulla, indossavo dei normali pantaloni». I più incivili, secondo le testimonianze delle ragazze intervistate, spesso sono giovani al di sotto diciotto anni: «Non rientro mai a casa da sola – spiega CarolineHo troppa paura».

«La prima domanda che mi sono posta è se fosse colpa mia – ha confessato all’emittente belga Rtbf – Forse erano i miei vestiti troppo succinti per quell’ambiente». Le cose però non sono cambiate quando Sofie ha deciso di abbigliarsi nella maniera più decorosa possibile, i commenti sessisti infatti non sono diminuiti.

Il disagio di queste giovani donne, per fortuna, non rimane inascoltato: in questi giorni è stata annunciata una legge per contrastare il fenomeno. La nuova normativa sanzionerà, infatti, con 250 euro di multa le molestie verbali a danno delle donne.

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