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16 agosto 2012

Professori in rivolta per i quiz del TFA

Stop ai quiz antieducativi che sminuiscono la cultura. Occorre rivalutare i criteri di selezione dei quesiti del Tirocinio Formativo Attivo”. E’ quanto hanno chiesto i rappresentanti di diverse associazioni di professori in una lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo.

I professori autori della lettera parlano di “depauperamento della nozione di cultura” determinato dalla scelta dei quesiti, che spesso risultano essere inappropriati al contesto svalutando  la professionalità e la preparazione dei futuri insegnanti che vogliono intraprendere questa professione.

La reazione di malcontento è nata in seguito alla pubblicazione dei risultati delle prove, che hanno dato più spazio alla qualità dei quesiti  piuttosto che a quella dei candidati.

Luciano Canfora, professore ordinario di Filologia classica presso l’Università di Bari parla di “quiz degradanti”.

Duro è anche il commento del professor Nuccio Ordine, docente ordinario di Letteratura italiana all’Università della Calabria, che nel mostrarsi preoccupato per il futuro della scuola e della cultura italiana, non usa mezzi termini e parla di “un uso del sapere mnemonico avvilente” e definisce “domande da Rischiatutto” la qualità dei quesiti presentati alla selezione.

Ma a ribellarsi sono anche i più colpiti, ovvero i partecipanti al concorso, testimoni di una cultura sottomessa dalla poca serietà data ai quiz e al criterio di selezione dei quesiti, e di una minore attenzione alle qualità professionali di ogni singolo candidato.

I test per accedere al Tfa, corso professionale che permette l‘abilitazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, necessitano di una importante revisione basata principalmente su un efficace criterio di valutazione che risponda in maniera consona alla figura professionale dell’insegnante e alle sue qualità e preparazione.

E’arrivato il momento di ridare certezza e serenità ai candidati e di permettere a ciascuno di loro di essere libero di esprimere i propri meriti e, soprattutto, di essere valutato sulla base di essi. E’ su questi due aspetti che bisogna lavorare intensamente per evitare un’ ulteriore umiliazione della cultura e dei docenti italiani.

 

Foto tratta dal sito www.scuolainformazione.it

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