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13 agosto 2012

Russia: Strategie di crescita

Dopo che sono state fatte uscire le classifiche sul Times Higher Education e la decisione di una possibile riorganizzazione delle università russe è stata divulgata, con le possibili critiche derivanti(vedere QUI), qualche giorno dopo si sono potuti trovare sul web altri aggiornamenti e soluzioni al problema dell’inefficienza delle strutture e della mancanza di comunicazione degli studenti con gli altri paesi.
Proprio per migliorare l’apparato universitario e per dare modo agli studenti di migliorare le proprie capacità, il governo russo ha deciso che, entro il 2013, potrebbe far partire un bando diretto alle migliori menti appena laureate sul territorio.

Infatti, entro il primo settembre, ci si aspetta che il presidente Vladimir Putin firmi un decreto che confermi l’attuazione del Global Education Program, il quale dovrebbe permettere ai migliori studenti russi di studiare all’estero a spese dello Stato.

Il programma era stato annunciato dal Presidente Dimitry Medvedev al convegno internazionale di economia che si è svolto a St. Pietroburgo nel 2010, ma di cui l’attuazione era stata procrastinata.

Alcune fonti riferiscono che il maggiore ostacolo era stato il precedente Ministro dell’Istruzione Andrei Fursenko, convinto sostenitore della tesi secondo cui lo stesso ammontare che verrà usato per permettere lo studio all’estero avrebbe un migliore utilizzo se fosse usato per migliorare le strutture universitarie già esistenti. Molti rettori erano dello stesso parere.

Nel 2011, l’iniziativa era stata presa dall’ Agency for strategic Initiatives(ASI) russa, la quale aveva prontamente sviluppato e denominato in questa maniera il programma.
Entro l’ottobre 2011 era stato approvato in un incontro tra supervisori dell’ASI guidato dallo stesso Putin.
Il programma essenzialmente è uno: chiunque voglia studiare all’estero grazie a finanziamenti statali deve solo proporre la domanda; tuttavia gli studenti devono essere già in possesso di una laurea mentre la domanda di studio all’estero deve essere accettata dall’istituzione a cui è stata fatta richiesta.
Uno dei punti di maggiore contrasto nello sviluppo di questo progetto è stata la maniera in cui sarà assicurato il ritorno in patria di coloro che ne prenderanno parte: secondo il progetto dell’ASI, fino a che gli studenti non torneranno in Russia, il denaro fornito per la permanenza all’estero sarà essenzialmente un prestito.
Se un partecipante torna in Russia e lavora per tre anni, il prestito verrà ammortizzato in pieno. Tuttavia, se il partecipante non tornerà in patria e non lavorerà in Russia per il periodo concordato, allora dovrà rimborsare il prestito o una parte del prestito con gli interessi.

I fondi per l’attuazione di questo programma, comunque, sono già stati stanziati per il progetto di bilancio del 2013.

L’autore del programma ha stimato una spesa di circa 5 miliardi di rubli( circa 125 milioni di euro) che saranno utilizzati per fare partire il programma entro i prossimi tre anni: 500 milioni di rubli( circa12 milioni di euro) nel 2012, 1,5 miliardi di rubli( circa 37 milioni di euro)nel 2013, 2 miliardi di rubli(circa 49 milioni di euro) nel 2014 e un mialiardo di rubli(circa 25 milioni di euro) nel 2015.

Si stima approssimativamente che, in quel periodo di tempo, il programma avrà permesso ad almeno 3000 persone di uscire dal paese: 250 nel 2012, 900 nel 2013, 1200 nel 2014 e 650 nel 2015.

Tuttavia, sembra improbabile che il programma inizi entro il 2012.
Il decreto legge sarà firmato il primo settembre e riuscire a ricevere adesioni dagli studenti prenderà molto tempo.
Un’altro problema molto importante sorge: a chi assegnare il compito di gestire il programma, seguendo le richieste e l’assegnazione del suddetto bando?
Secondo alcune fonti vicine al governo russo, il compito sarà svolto da una delle tre più importanti istituzioni accademiche russe che si occupano di Economia: The Higher School of Economics – National Research University; The Russian Presidential Academy of National Economy and Public Administration e The New Economic School.

Secondo l’ASI ci sono differenti questioni di massima importanza da risolvere.
Essendo stata rilevata una grave macanza di personale in alcune direzioni delle istituzioni universitarie, statali o municipali, compagnie hi-tech (sia nel settore pubblico che privato) e nei servizi, coloro che hanno frequentato determinati indirizzi utili a colmare queste mancanze, avranno maggiori probabilità di venire scelti.

Alcuni analisti, che vedono in maniera positiva la proposta, sostengono la tesi che, soprattutto, le università che non si trovano nella capitale saranno avvantaggiate, nella speranza che una formazione all’estero nel tempo permetterà un miglioramento nelle capacità di futuri professori universitari e di conseguenza al funzionamento delle stesse strutture.

Quindi, per quanto rimangano ancora irrisolti alcuni interrogativi sulle possibili finalità di questi progetti, è evidente il tentativo di volere trovare soluzioni.

Alla stessa maniera con cui è stata decisa la riorganizzazione delle università, eliminando quelle inefficienze che rallentano la crescita della cultura popolare, gli studenti verranno monitorati e scelti meritocraticamente.
Dalla soluzione molto generale a proposito delle istituzioni a quella individuale del personale che in futuro dovrà essere restituito alla propria patria.

La possibile fusione delle strutture e l’eliminazione di alcune è un imput molto forte del governo che vuole spingere le realtà accademiche del paese a competere o, almeno, a rimettersi in gioco per dimostrare le proprie capacità.

Con lo stesso spirito gli studenti universitari che vorranno usufruire del bando, con l’eccezione di questa clausola sul denaro utilizzato che dovrebbe bloccare la continua fuga all’estero di menti eccellenti.

(Fonte Foto: http://mbbsmdms.com/mbbs_abroad/russia)

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