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20 agosto 2012

“Scoperto” per due mesi il pavimento del Duomo di Siena

Per gli appassionati d’arte, sarà un’occasione più unica che rara, da non perdere assolutamente: per circa due mesi, dal 18 agosto (quindi giusto un paio di giorni dopo il Palio dell’Assunta) al 24 ottobre, il pavimento del Duomo di Siena, quello che il grande storico dell’arte Giorgio Vasari definì, nella sua opera Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori Il più bello…, grande e magnifico… che mai fusse stato fatto”, normalmente coperto con lastre di faesite (cioè di fibre di legno pressato) perché non venga rovinato dal calpestio dei turisti e dei fedeli, verrà infatti scoperto in modo che chiunque possa ammirarlo in tutta la sua bellezza.

Perché si tratta di un’occasione imperdibile? Non soltanto per la durata limitata della “scopertura”, ma perché il pavimento del Duomo di Siena è un’opera d’arte particolarissima e più che mai degna di essere vista ed apprezzata: frutto di un lavoro di grande complessità realizzato tra il Trecento e l’Ottocento, esso si compone di cinquantasei tarsie di marmo realizzate utilizzando diverse tecniche, che furono raffinate man mano che i lavori di realizzazione procedevano. Si iniziò con la tecnica del graffito, che consisteva nel tratteggiare con il trapano e lo scalpello i solchi sulle lastre di marmo bianco, in seguito riempiti con dello stucco nero, per poi proseguire con quella del commesso marmoreo, realizzata tramite l’accostamento di lastre di marmo di diversi colori (tutte provenienti dal territorio senese), mentre uno solo dei quadri (quasi certamente il più antico) è realizzato con la tecnica del mosaico, quello che raffigura la Lupa che allatta Romolo e Remo.

I cartoni preparatori per l’opera furono quasi tutti realizzati da artisti senesi, come il Sassetta (pseudonimo del pittore Stefano di Giovanni di Consolo), Domenico Di Bartolo, Matteo Di Giovanni e il pittore manierista (nonché ultimo esponente importante, insieme a Giovanni Antonio Bazzi o de’ Bazzi detto il Sodoma, della scuola senese) Domenico Beccafumi. Fa eccezione, da questo punto di vista, l’umbro Pinturicchio, autore del riquadro, situato nella navata centrale, raffigurante il Monte della Sapienza.

Per chi vorrà approfittare di questa possibilità, ci sarà un percorso guidato: già, perché il pavimento del Duomo di Siena, più che semplicemente visto, va letto, in quanto rappresenta un vero e proprio itinerario, o per meglio dire una storia della Salvezza, che parte dal mondo pagano rappresentato lungo le navate ed arriva al trionfo della Salvezza nell’esagono sotto la cupola, passando ovviamente per la storia del popolo ebraico ed il Vecchio Testamento.

Questa, ovviamente, è solo una piccola introduzione alle meraviglie che si possono ammirare una volta entrati nel Duomo senese: per chi volesse approfondire la conoscenza di queste opere con una visita, si può aggiungere che il Duomo è ovviamente aperto tutti i giorni (nei feriali dalle 10.30 alle 19.30 e nei festivi dalle 9.30 alle 18.00) e che il prezzo del biglietto di ingresso è di 6 euro (ridotto 5 euro). Chi volesse ulteriori informazioni può trovarle sul sito web del complesso museale del Duomo.

Fonte foto: http://www3.varesenews.it

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