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16 agosto 2012

Testi Invalsi anche nell’anno della maturità

I test dell’ Istituto di valutazione (test Invalsi), introdotti nel 2008, hanno raggiunto quest’anno un raggio di applicazione molto ampio: sono stati, infatti, estesi anche alla classe seconda della scuola secondaria di secondo grado, classe che si è aggiunta alle già sperimentate classi seconda e quinta della primaria e prima e terza della secondaria di primo grado.

L’obiettivo è quello di estendere i test Invalsi anche al quinto superiore, l’anno della maturità. Questa la proposta del Ministro Profumo. Ancora non si è stabilito in quale fase dell’anno scolastico gli studenti maturandi dovranno affrontare i testi Invalsi, se durante l’esame di maturità o in altre occasioni.

Per la prima volta verrà valutato anche il cosiddetto “valore aggiuntivo” ovvero “ il grado di miglioramento o peggioramento di uno studente fra ingresso e uscita da una data scuola.”

Questa innovazione è ovviamente finalizzata al miglioramento dell’organizzazione della didattica nelle singole scuole. Infatti, dopo la pubblicazione dei risultati dei test Invalsi, risultati che saranno pubblici, ogni istituto dovrà apportare dei piani di miglioramento.

Una valutazione ed un controllo molto più rigidi per la scuola italiana: oltre all’incremento dei test Invalsi, si avrà anche la collaborazione dell’Indire (l’Istituto che segue la formazione degli insegnanti) ed il ritorno degli ispettori tecnici del Ministero che avranno il compito anche di aiutare le scuole nella produzione di autovalutazioni.

La scuola italiana sarà, dunque, controllata sia dall’interno che dall’esterno. Tutto ciò per cercare di migliorare e di adeguare il nostro sistema scolastico agli standard europei. Tra le altre cose, infatti, l’Indire avrà anche il compito di sostenere i “processi di innovazione” negli istituti italiani, favorendo l’impiego di tecnologie sempre più avanzate nell’ambito della didattica.

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