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25 agosto 2012

Trilogia degli anni ’70: il primo “ciak si gira” a settembre!

Erano ragazzi poveri; manovali, imbianchini, stagnari, ascensoristi, fattorini, falegnami, lo si vedeva bene. Era la fine di novembre del 1969. Tutti quei giovani parevano appena rinati in una nuova forma. Anticipavano qualcosa che stava per succedere: anche il modo di essere, il corpo dei giovani uomini.

L’occhio che osservava questa trasformazione generazionale, insorgente nel movimento studentesco, era quello di Pier Paolo Pasolini, riportato nell’appunto numero 50 “Come dovevano essere i giovani uomini nel ’69” appartenente a Petrolio: incompiuta opera narrativa del giornalista anti-politico.

Il 1969 è l’anno di riferimento per indicare l’inizio approssimativo dei cosiddetti Anni di Piombo, metafora per tracciare l’odio politico e la rabbia sociale che minava alle basi le fondamenta dello Stato e la stessa convivenza civile. Quello è anche l’anno da cui inizia il racconto dei fatidici dieci anni di paura italiana nella Trilogia degli anni ’70. A settembre si assisterà al primo ciak genovese di una delle tre miniserie (tre “atti” per sei serate complessive) prodotte da Albatross per Rai Fiction, firmato dal bravissimo sceneggiatore di svariate produzioni della Rai (“Ultimo”, “Lo zio d’America” e tra le più conosciute “La vita rubata”), Graziano Diana.

Andrà in onda il prossimo anno ed ancora una volta si sceglie di guardare con occhio nostalgico, seppur spaventato, a quando l’Italia era al centro dello scacchiere politico internazionale. Se ci son voluti venti anni per riprendere coscienza di quel terrore lacerante che anelava sotto ogni portico rosso cittadino, ora in Tv e al cinema c’è una sfrenata voglia di raccontare le verità e l’atmosfera di quell’epoca così massiccia. Nel 2003 Marco Tullio Giordana con il film La meglio gioventù prese per mano quella nostalgia, facendola tornare ad essere realtà in quattro puntate da 90 minuti; più recente è il film che ha fatto molto discutere Romanzo di una Strage dello stesso regista, mettendo in primo piano la strage di Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969.

Comunque, senza strafare con aggettivi e idealizzazioni, basti ripensare a eventi come il sequestro di Aldo Moro e tutte le vicissitudini politiche che facevano da ponte tra le Brigate Rosse e lo Stato. Successivamente, passando per la strage in Piazza della Loggia, o le tappe attraverso le quali il PCI di Enrico Berlinguer arrivò ad un passo dal governo e al compromesso storico.

Trilogia degli anni ’70 è il titolo unico, ma è suddiviso in tre atti con i seguenti sottotitoli che prendono il nome da ogni personaggio-simbolo della storia:

1 – Il commissario (Milano 1969-1972): si tratta di Luigi Calabresi (interpretato da Emilio Solfrizzi) e la strage di Piazza Fontana. Nella fiction figura anche Paolo Calabresi nel ruolo dell’anarchico Giuseppe Pinelli. 

2 – Il magistrato (Genova 1974-1976): il protagonista è Mario Sossi (interpretato da Alessandro Preziosi), sostituto procuratore rapito a Genova il 18 aprile 1974 dalle neonate Brigate Rosse. Il gruppo terroristico lo presero in ostaggio perché titolare di diverse inchieste sulle ali eversive della sinistra extraparlamentare e di conseguenza per dare un segnale forte alle istituzioni. Venne rilasciato il 23 maggio 1974.

3 – L’ingegnere (Torino 1979-1981): questa volta è un personaggio di fantasia chiamato Mario Ventucci (interpretato da Alessio Boni) che partecipa alla marcia dei 40 mila a Torino il 14 ottobre 1980, tappa fondamentale delle lotte sindacali in Italia. Data che sancisce la fine dei dieci anni di piombo.

Immagine tratta da: www.movieconnection.it

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