• Google+
  • Commenta
24 agosto 2012

Verona: il Comune vende il Palazzo del Capitanio

E’ ormai ufficiale: anche il palazzo del Capitanio di Verona cessa di essere bene comune. Aveva iniziato nel 2006 il Sindaco di centro-sinistra Zanotto, con la vendita di uno fra i più celebri edifici veronesi, Castel San Pietro, poi ha continuato l’amministrazione del Sindaco leghista Tosi, con lo smantellamento della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Forti e l’alienazione dell’immobile. Ora anche il trecentesco palazzo del Capitanio, in pieno centro storico, diventa proprietà della Fondazione Cariverona, acquirente anche degli altri due edifici.

Si tratta di tre “gioielli” cittadini la cui vendita è stata accompagnata da annunci di riqualificazioni che nessuno ha ancora visto. L’edificio ottocentesco di Castel San Pietro, situato sulla collina più celebre di Verona, dopo la cessione nel 2006 per 11.050.000 euro, doveva essere restaurato e trasformato in sede museale. Nel novembre 2010 veniva sottoscritto un accordo fra Comune e Fondazione Cariverona per il recupero del complesso, con ingenti investimenti da parte della fondazione bancaria, ma ad oggi i restauri non sono iniziati.

La vicenda di Palazzo Forti è più complessa: il proprietario Achille Forti aveva donato il palazzo al Comune nel 1937, con il vincolo che diventasse un museo di arte moderna. E così è stato, fin quando l’edificio è stato venduto e le promesse dell’allora Assessore al Patrimonio Daniele Polato sul fatto che la Galleria avrebbe trovato una sistemazione più dignitosa a Castel San Pietro (L’Arena, 08/04/2008) sono rimaste lettera morta e del museo non c’è traccia né in questa né in altra sede. In quell’occasione le polemiche sulla vendita infuriarono per alcuni mesi, ma il Tribunale respinse il ricorso del Comitato per l’amata Verona che si opponeva all’alienazione dell’immobile. Oggi Palazzo Forti ospita Arena Museo Opera e la Fondazione Cariverona incassa l’affitto dei locali.

L’ultima dismissione del patrimonio pubblico veronese, che non conosce colore politico e in cui sembra ci sia sempre un solo vincitore, la Fondazione Cariverona, è l’alienazione del Palazzo del Capitanio, approvata con una delibera del Consiglio comunale di Verona il 21 marzo scorso, con 21 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti. Per l’immobile sono previsti usi direttamente o indirettamente di rilevanza culturale-pubblica e l’acquirente si impegna a non alienare il bene acquistato per un periodo di almeno cinque anni. Tra qualche anno quindi il proprietario potrà rivenderlo per una cifra superiore rispetto a quella dell’acquisto, fissata dal Comune per 18.000.000 di euro.

I proventi di questa vendita dovrebbero coprire in parte le spese per la riqualificazione dell’Arsenale austriaco (il cui progetto è stato diffuso nei giorni scorsi dalla stampa locale), in cui saranno creati un parco giochi per bambini, spazi di incontro per giovani e anziani, spazi museali ma anche negozi e ristoranti. In attesa degli interventi sull’arsenale, che dovrebbero essere completati tra quattro anni, i cittadini veronesi perdono intanto un altro pezzetto della loro storia e della loro cultura.

Foto dell’autore

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy