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11 settembre 2012

Al via, con mille incertezze, la seconda prova del Tfa

Dopo gli scandali e le lamentele seguite alla decisione del Ministero dell’Istruzione di rivedere tutti i risultati inerenti al quiz del Tfa, riprendono i test d’ingresso nel mese di settembre con la prova scritta, che permetterà poi l’accesso all’ultima prova di selezione, quella orale.

Migliaia di laureati e laureate, quindi, sono pronti a cimentarsi in quella che si presenta come una prova al “buio”, poche o nessuna indicazione, infatti, è stata data dalle Università circa lo svolgimento degli scritti. Anche dal Ministero tutto tace, in quanto, a differenza dei quiz, scritto ed orale sono di totale competenza delle Università organizzatrici.

Le ipotesi e le idee avanzate dai candidati, circa questa prova, sono tante: c’è chi ipotizza che si dovrà scegliere di svolgere un tema tra due tracce, che verranno proposte dalla commissione; chi ipotizza, invece, che delle tracce proposte dovranno essere svolte tutte; c’è poi chi, in maniera abbastanza rassegnata, resta in attesa del giorno della prova, per conoscere le modalità di svolgimento, conscio che, dopo la disavventura dei quiz, tutto è possibile.

Anche le materie da studiare e da ripetere sono un’incognita: per chi dovrà sostenere le prove di storia e filosofia, ad esempio, riallacciandoci a quanto detto primo, non è chiaro e nessuno si è preoccupato di chiarire se le tracce della prova scritta verteranno su un argomento di filosofia ed uno di storia, se dovranno essere svolte entrambe o soltanto una. Insomma, regna l’incertezza più totale. Proprio su questo punto si è espresso un ragazzo che il 24 settembre sosterrà gli scritti all’Università di Modena, per la classe di concorso A037: “Se così stanno veramente le cose, si tratta di nuovo di una lotteria, dove passa non chi ne sa di più, ma chi è più fortunato. Più sensato sarebbe stato dare dei riferimenti bibliografici per la preparazione del test (come ha fatto, ad esempio, la Ca’ Foscari a Venezia), e poi impostare la prova scritta a partire dai quei testi, in modo da dare maggiore spazio alle capacità critiche e di approfondimento dei candidati.
Vabbè, pazienza. Vorrà dire che passerò di nuovo in rassegna TUTTA la storia e TUTTA la filosofia!

L’unica Università in controtendenza, come visto, sembra essere quella di Venezia (nel caso ci fossero altre Università che hanno dato indicazioni ci scusiamo se non le abbiamo citate ma non ne abbiamo trovate): sulla pagina dedicata al Tfa, infatti, compaiono delle linee guida e la bibliografia, che aiutano il candidato anche psicologicamente a non sentirsi totalmente impreparato.

È per questo, quindi, che su internet e sui social network nascono gruppi di studio collettivi per prepararsi allo scritto del Tfa, l’unione fa la forza direbbe qualcuno, o più semplicemente si cerca l’aiuto di altri candidati per relazionarsi e scambiare idee, visto il mutismo da parte di chi qualche indicazione l’avrebbe dovuta dare.

Sembra, insomma, che la lezione dei quiz non sia bastata a far si che il Ministero e le Università pongano più attenzione verso i Tfa, che pure dovrebbero ricevere attenzioni maggiori dagli organizzatori, vista la cruciale importanza che hanno per la formazione dei futuri insegnati. Quello che possiamo augurarci, in ogni caso, è che non si ripetano situazioni come quelle accorse alla scorsa prova.

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