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6 settembre 2012

Bangladesh, sangue e proteste contro la corruzione accademica

Alla Bangladesh University of Engineering and Technology, non si respira sicuramente serenità e benessere.

Da circa due mesi, in quella che viene considerata la più importante e antica facoltà tecnica del paese, sono in fermento accesi atti di protesta . Il problema? E’ ai vertici della gestione dell’ateneo.

Infatti, gli alunni e  i docenti chiedono con insistenza le dimissioni del rettore, Nazrul Islam, e del vicerettore, Habimur Raman, accusati di effettuare favoritismi verso componenti della realtà accademica, in base all’orientamento politico di appartenenza!

Gli studenti inoltre accusano Nazrul Islam di aver utilizzato questa sorta di favoritismo politico anche affidando la nomina di vicerettore al suo collega  Raman.

Si, perchè per assumere un incarico di dirigenza di così alto livello, non ha importanza esclusivamente il grado di anzianità, ma anche e sopratutto le qualifiche acquisite in precedenti esperienze amministrative. E Raman non possiede questo bagaglio di premesse, ragion per cui è sempre più accreditata la tesi secondo la quale sia stato stato imposto dal governo il suo ruolo, proprio per ragioni politiche.

I due però non hanno optato per nessuno tentativo di difesa. Di fronte alle richieste di dimissione presentate sulla loro scrivania, i due dirigenti hanno invece deciso di chiudere l’intera facoltà lo scorso 10 luglio, anticipando di 30 giorni le vacanze tradizionalmente concesse relativamente al Ramadan.

Adesso, concluso il mese sacro di digiuno, la sede ha riaperto i battenti ma studenti e professori rifiutano di riprendere le lezioni. In tutta risposta, due giorni fa il rettore ha sporto denuncia contro un centinaio di insegnanti, accusandoli di atti di vandalismo, furto e danni ai suoi uffici. Dichiarazioni tutt’altro che veritiere!

Di fronte a tutto ciò i cortei e le manifestazioni non fanno che accanirsi e perseverare ,sempre più miranti all’ obiettivo di sottrare Islam dall’immeritato trono!  Per di più alcuni studenti hanno riempito intere bottiglie del proprio sangue e hanno spruzzato alcune gocce sulle scale dell’ufficio del rettore, parlando di “spargimento volontario di sangue”.

I litri rossi raccolti sono stati poi donati, ma sicuramente il rettore dovrà scendere a compromessi, altrimenti la situazione degenererà di giorno in giorno tra false dichiarazioni da una parte e crudi gesti di protesta dall’altra!

fonte foto: http://it.wikipedia.org

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