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7 settembre 2012

“Concorsone”: chi può accedervi?

In questi primi giorni di settembre il Ministero, avvalendosi della collaborazione dei sindacati, è impegnato nella definizione dei requisiti di accesso e delle modalità di svolgimento del tanto attesto “concorsone” della scuola pubblica.

Gli incontri tenutisi in questi giorni smentiscono già le numerosissime supposizioni fatte nei riguardi di quello che potremmo definire, nel campo dell’istruzione, “l’evento dell’anno”  che ha spodestato addirittura il pluricriticato TFA.

I più sospettosi, infatti, erano certi che il concorso sarebbe stato destinato solo ai docenti delle materie scientifiche, dal momento che sin da subito il Ministero ha dichiarato la parzialità del concorso, diretto solo ad alcune classi di insegnamento. Ed, invece, recentissima è la pubblicazione ufficiale delle classi di insegnamento protagoniste del concorso: A028, A030, A033, A043, A059, A245 e A345, per le scuole medie e A017, A019, A020, A025, A029, A034, A036, A037, A038, A047, A049, A050, A051, A052, A060, A246, A346, C430 per la scuola superiore. Materie anche umanistiche, dunque.

Per la scuola dell’infanzia e per la primaria, invece, il concorso si svolgerà in tutte le regioni con la possibilità, dal momento che i posti a disposizione, specie per le regioni del Sud Italia, sono pochi, di accorpare anche due regioni.

Il concorso avrà durata triennale, nel senso che le 11.892 cattedre a disposizione verranno assegnate nel giro di tre anni.

Queste, fin ora, strano a dirsi, le buone notizie.

Quella cattiva è facilmente deducibile: riguarda i requisiti di accesso “al concorsone.” Per quanto concernela scuola dell’infanzia e primaria, il concorso è aperto agli abilitati, ai laureati in Scienze della formazione e, inaspettatamente, ai diplomati presso gli istituti magistrali entro l’anno scolastico 2001/2002 che non hanno partecipato all’ultimo concorso risalente al 1999.

Più critica la situazione per le scuole medie e superiori: potranno accedere al concorso solo coloro già in possesso di abilitazione o di un titolo di laurea del vecchio ordinamento conseguito «entro l’anno 2001/02, per i corsi di studio quadriennali, 2002/03 per quelli quinquennali e 2003/04 per quelli di sei anni di durata. » (fonte: www.larepubblica.it).

In pratica, un neo laureato non ha la possibilità di accedere al concorso, concorso che, probabilmente, non farà altro che aggiungere un’ulteriore, inutile graduatoria da cui prelevare, chissà come, chissà quando, docenti per inserirli nelle scuole.

Due, a detta del Ministro Profumo su un’intervista rilasciata a Repubblica, le necessità «(…)  svuotare una graduatoria dove sono iscritti in 163 mila e dare continuità ai concorsi, farli tornare un’abitudine di questo paese».

Ma se esiste una graduatoria in cui sono iscritti 163 mila docenti e se la prima necessità è svuotare la graduatoria esistente, che senso ha crearne un’altra? Evidentemente si tratta di meccanismi troppo complessi non accessibili all’intelligenza di noi poveri precari. Oppure di una presa in giro dichiarata. Il confine e sottilissimo e, come al solito, bisogna solo attendere i frutti di questa bizzarra semina.

Fonte notizia: repubblica.it

Fonte immagine: giuntiscuola.it

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