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3 settembre 2012

Caccia alle matricole, tablet per i nuovi iscritti a Roma, Teramo e Urbino

Scuola di base
Caccia alle matricole

Caccia alle matricole

Caccia alle matricole nelle Università Italiane che per conquistare propongono iniziative oltre l’orientamento.

I dati Miur mostrano una tendenza decrescente alle immatricolazioni, particolarmente accentuata negli ultimi anni.

Una riduzione pari al 15% registrata in tutta la Penisola, un dato abbastanza allarmante che evidenzia un netto calo di iscritti soprattutto nelle Università del Centro e del Sud,quindi sono i piccoli atenei a risentirne di più.

I neo diplomati bocciano il sistema universitario italiano, soprattutto quello statale: gli atenei attraggono sempre meno i ragazzi freschi di maturità, che preferiscono trovare subito un’occupazione,senza iscriversi all’università. I più bravi invece,si iscrivono agli atenei privati. Il calo delle iscrizioni preannunciato già lo scorso anno, con le domande per l’anno accademico 2012-2013 si è intensificato,tant’è che il numero degli iscritti al primo anno è tornato ai livelli di fine anni novanta.Si conferma, dunque, una netta tendenza alla diminuzione.

Per combattere il calo delle iscrizioni alcune università, come Roma, Teramo, Urbino, hanno pensato bene di introdurre un’attrattiva del tutto nuova e tecnologica,un modello di studi,differente e fuori dagli schemi,che combatte la crisi e si mette al passo con i tempi. L’iniziativa prevede un tablet  in omaggio, una vacanza studio gratuita,oppure una tessera per ottenere sconti in vari negozi,ma non è finita,per promuovere l’ecologia hanno pensato di omaggiare tutti gli iscritti con una bicicletta. Le matricole iscritte all’università di Teramo avranno un con 2 giga al mese di traffico internet prepagato. Un’iniziativa promozionale che costerà 135 euro l’anno per ogni nuovo studente iscritto. Segno che i tempi sono cambiati,ma forse non in meglio. Basteranno dei doni “natalizi” a combattere la crisi matricole?!

Caccia alle matricole: ma perché gli italiani rinunciano all’università?

Degli attenti osservatori attribuiscono la flessione delle domande ad un fattore economico. La crisi che affligge il nostro paese impedisce il regolare pagamento di iscrizioni e tasse universitarie e paradossalmente e soprattutto ironicamente stoppa la tanto temuta “fuga di cervelli”, costringendo i ragazzi a studiare vicino casa, limitando così i costi alle famiglie che non possono più permettersi di mantenere agli studi i propri figli.

Il secondo motivo, non di meno importanza fa riferimento alla crescita dei corsi a numero chiuso. I ragazzi rimandano l’iscrizione nell’attesa  di superare il test che permetterebbe loro l’accesso al corso di laura  prescelto. Un’attesa che muterà successivamente in rinuncia.

Tutti questi problemi vengono minimizzati o eliminati e intanto l’università  italiana continua a produrre pochi laureati ed attrarre pochi iscritti, rispetto ai potenziali.

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