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7 settembre 2012

Ecco tutti i costi dell’Università per l’a.a. 2012/2013

Una frase famosa ed un luogo comune altrettanto famoso dicono “moglie mia, ma quanto mi costi?”. Da quest’anno le famiglie e gli studenti potranno anche aggiungere la frase “università mia, ma quanto mi costi?”.

Il perchè di questo inizio un pò frizzante è presto detto:  anche quest’anno gli studenti, e soprattutto le loro famigliedovranno sborsare più soldi per permettere al proprio figlio di studiare fuori sede.

E’ stato calcolato che il rincaro medio per quest’anno sarà di circa 600 euro, ed uno studio di Federconsumatori ha verificato che gli atenei del Nord Italia sono i più cari. La medaglia d’oro di questa classifica se l’aggiudica l’ateneo di Parma, con un rincaro in base alla media nazionale del 103%, ed a seguire troviamo Verona e la Statale di Milano. L’ateneo con la retta più bassa è l’Università Aldo Moro di Bari.

La Federconsumatori, per effettuare la ricerca, che ha cadenza annuale, ha diviso l’Italia in 3 macroaree: Nord, Centro e Sud, isole comprese. Il sito lindro.it riporta, tra i vari risultati della ricerca, la lampante verità del divario tra Nord e Sud: le università settentrionale sono più care del 28,3 % in media. Per gli studenti in quarta e quinta fascia, i costi sono aumentati di circa il 4 % ed il 10%. Per contro, nelle prime 2 fasce si sono avute delle diminuzioni dell’ 1% e del 4%.

Ma la stangata più forte verrà dal caro affitti. I più fortunati hanno già provveduto alla ricerca e all’affitto di un alloggio, ma gli studenti meno fortunati avranno giorni di battaglia tra colloqui e trattative con i proprietari di immobili. Verranno giorni di fuoco anche per quelli che, terminati i test d’ingresso e al risultato positivo della prova, rimarrà fuori sede per frequentare i sospirati anni universitari. Sarà una ricerca all’appartamento o alla camera più economica, ma abitabile nei limiti della decenza.  L’aumento medio calcolato per questo nuovo anno accademico, sarà del 15% – 20%.

Lo stesso sito riporta anche interviste a studenti iscritti nelle università italiane. Una studentessa della Sapienza di Roma lamenta il fatto di aver visionato topaie e non stanze o appartamenti, con la pretesa di dare un compenso di 400 euro.  Sempre una ragazza della Sapienza porta alla luce il brutto problema degli affitti a nero, quando, proprio agli studenti, il contratto di affitto serve per poter presentare la domanda per la borsa di studio per ottenere un’agevolazione. Vi è anche un giovane avvocato friulano che ha difficoltà a trovare un appartamento o una stanza a Roma per soli pochi mesi.

La conseguenza di tutti questi aumenti, con dei prezzi già non molto sostenibili per gli affitti, è la presenza di un grosso peso, finanziariamente parlando, sulle spalle delle famiglie degli studenti, già piegate da questo periodo di forte recessione economica.

Ma una nuova tendenza è stata messa in luce da Federconsumatori: andare di casa in periferia o in una provincia vicina alla sede dell’università. Nel 2011, su 70mila iscritti al Politecnico di Torino, 22 mila abitavano in un altra provincia. Per sfuggire a questi rincari l’unica soluzione è spostarsi in periferia. Girando su internet o nelle varie bacheche delle università o in giro per la città si trovano moltissimi annunci di case in periferia o lontane dai centri.

Un addetto dell’Edisu (ente regionale per il diritto allo studio) ha dichiarato che si è riscontrato un aumento di 20-30 euro a canone d’affitto. Il rincaro ha portato ad una variazione dei prezzi, infatti per una camera singola si dovrebbe sborsare dai 400 ai 450 euro, e per una camera doppia non meno di 280, ed a tutti i prezzi bisogna aggiungere anche le spese di luce, gas e acqua.

Un vero colpevole per questa situazione non esiste, sono varie cause che hanno portato a questi rincari. Ma questi prezzi potrebbero portare ad una flessione delle iscrizioni. La soluzione ultima e finale sarebbe di trasferirsi fuori dai centri ma con il rischio di perdersi la vita universitaria in tutta la sua pienezza.

Fonte Foto: www.comune.jesi.an.it

 

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