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9 settembre 2012

La Bella Addormentata

Dopo il successo di “Vincere” nel 2009 e il sottile ritratto di Aldo Moro in “Buongiorno notte”, il maestro Marco Bellocchio torna sul grande schermo con una pellicola intrigante. La storia è quella di Eluana Englaro, giovane ragazza lombarda che ha vissuto per oltre diciassette anni in stato vegetativo.  Bellocchio con “Bella addormentata”, in concorso alla 69° Mostra del Cinema di Venezia, cerca, con scarsi risultati, di far rivivere agli spettatori il tam tam mediatico degli ultimi sei giorni di vita della sfortunata ragazza. Il tutto condito da una pochezza di stile della maggior parte degli attori scelti dal regista.

E’ disarmante la superficialità con la quale Bellocchio affronta una tematica così delicata in una paese come l’Italia. Tra la vita e la morte il nostro regista decide di non sbilanciarsi, rimettendo il giudizio finale allo spettatore in sala. La vicenda della Englaro fa solo da sfondo a trame poco approfondite come la crisi di coscienza di un senatore del Pdl interpretato da un magistrale Toni Servillo o la storia d’amore tanto breve quanto inverosimile di una giovane amante della vita (Alba Rohrwacher, già protagonista nel “Papà di Giovanna”) e Michele Riondino.

Bellocchio cerca di dar vita ad una serie di situazioni fantasiose che possano ricollegarsi immediatamente con la vicenda Englaro. La storia di una giovane eroinomane disperata pronta al suicidio e la triste vicenda di un’attrice pronta a tutto pur di mantenere in vita la figlia in coma son il rovescio della stessa medaglia.

Suicidio assistito, eutanasia e suicidio razionale, ecco i temi affrontati da Bellocchio. Peccato che il regista di “Sbatti il mostro in prima pagina”, vero film cult del cinema italiano, non riesca a bissare il successo. “Bella addormentata” è un’occasione persa e per lo spettatore di vedere finalmente un film italiano eticamente impegnato e per il cinema nostrano, all’indomani anche della Mostra di Venezia, di dimostrare che non solo mostri sacri come Lars Von TrierSteve Mc Queen possono affrontare tematiche così scomode.

 

FONTE FOTO: mentelocale.it

 

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