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26 settembre 2012

London Metropolitan University: decisione dell’Alta Corte Inglese

Recenti notizie pubblicate sul sito ufficiale della London Metropolitan University riferiscono che, il 21 Settembre, si è presentata nell’aula dell’Alta Corte Inglese (QUI l’antefatto).

Qui è stata condotta l’udienza preliminare per le accuse, nei Suoi confronti, di non avere attuato controlli sugli studenti stranieri ammessi ai corsi, con la richiesta da parte della UK Border Agency di revocare la licenza dell’Università che permette di emettere visti di studio.
La mossa dell’ UKBA è stata vista come “puramente politica“.

Secondo quanto riportato sul sito, la vertenza fra le parti non è andata molto oltre le decisioni preliminari dell giudice il quale, peraltro, si è dimostrato preoccupato di proteggere gli interessi di due categorie di studenti.

  • La prima categoria è rappresentata da quegli studenti stranieri che sono già in Inghilterra con adeguato permesso di soggiorno e hanno già in piano di iniziare i loro studi alla London Met, se lo desiderano.

 

  • La seconda categoria è rappresentata da quegli studenti senza permesso di soggiorno che sono già presenti negli UK che studiano alla London Met,quelli che si devono ancora trasferire volendo usufruire della suddetta Università e quelli che vorrebbero iniziare in un’istituzione accademica differente. A tutti loro verrà permesso di proseguire gli studi se provvederanno a rinnovare i permessi di soggiorno.

Le parti prese in causa – London Met e UKBA – erano ancora in discussione su quale fosse la scelta migliore da prendere per eliminare le preoccupazioni del giudice che ha presieduto l’udienza preliminare.
Alla fine, verso le 18:30 della stessa giornata, è stato raggiunto un accordo tra le parti per consentire agli studenti internazionali esistenti e futuri in procinto di iniziare i corsi a farlo con la certezza che essi saranno in grado di completare il loro anno accademico in corso.

Per quanto questa scelta abbia sollevato i timori delle Università, soprattutto di quella presa in causa, continua a rimanere un problema molto grave che si riscontra sia in Inghilterra che in tutti i paesi che vogliono definirsi civilizzati.

L’impossibilità di superare i confini territoriali senza una causa definita, l’impossibilità di rinnovare i permessi nel momento stesso in cui si viene licenziati – soprattutto in periodi in cui i soldi non girano liberamente -, la continua ostinazione nel bloccare il libero passaggio dei popoli sui territori.
In questo preciso caso, per quanto la decisione finale sia a favore degli studenti non viene presa in considerazione la possibilità che alcuni di loro lavorino o che abbiano problematiche diverse che, obbligatoriamente, rallentano gli studi.

Si continua, quindi ,a puntare sulla meritocrazia, sulla corsa all’oro, sul più forte a discapito dei “deboli” che vivono la loro vita nelle normali difficoltà quotidiane tentando di farsi riconoscere come persone aventi diritti.

 

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