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9 settembre 2012

Pompei Scavi, ancora un crollo: cede trave nella Villa dei Misteri

Ancora un crollo negli scavi archeologici di Pompei: a cedere una trave lignea del tetto della celebre Villa dei Misteri.

Un nuovo crollo nell’area archeologica degli Scavi di Pompei si è verificato nella notte tra venerdì e sabato scorsi, probabilmente a causa di una infiltrazione d’acqua. Ad accorgersene poco prima dell’apertura degli  scavi al pubblico, durante il loro consueto giro di controllo notturno, i custodi del sito. A crollare al suolo -con un volo di circa 8 metri- è stata una trave di legno del peristilio della Villa dei Misteri, di una lunghezza pari a circa 4 metri.

La trave in questione venne collocata a sostegno del tetto in tegole di terracotta di epoca romana ai tempi del restauro della domus negli anni’70 e secondo gli esperti, dopo un attento sopralluogo, la sua caduta non metterebbe a rischio la struttura antica e nemmeno l’incolumità dei turisti. nonostante le copiose rassicurazioni, l’area interessata al crollo è stata transennata e interdetta al pubblico, come ha dichiarato Grete Stefani la direttrice degli scavi, in una video intervista riportata sull’edizione napoletana del quotidiano laRepubblica.

D’altra parte si può definire una fortuna che il crollo sia avvenuto di notte, in una zona del sito di solito presa d’assalto dai turisti durante l’apertura e nel normale orario di visita; se fosse avvenuto il contrario, sarebbe stata una vera e propria tragedia. E sebbene il “travetto” – così come lo ha definito la direttrice Stefani- non ha alcuna rilevanza storica, essendo frutto di un restauro moderno, il rischio per rovinare il patrimonio archeologico in nostro possesso c’è stato concretamente: è stato un miracolo che la trave cadendo non abbia sfregiato irremediabilmente gli affreschi che decorano le pareti sottostanti.

Ma su questo punto la direttrice ha annunciato che a partire dalla settimana prossima scatterà un accurato monitoraggio di tutte le travi della porzione di tetto della Villa dei Misteri interessato dal crollo e gradualmente tale controllo si estenderà a tutte le domus ed edifici coperti degli scavi.Tuttavia le rassicurazioni di archeologi e direttori non bastano a scongiurare il pericolo di nuovi ed infiniti crolli cui è ormai soggetta da anni l’area archeologica più famosa al mondo: è a partire dal 2010, con il drammatico crollo dell’Armeria dei Gladiatori che si verificano cedimenti di varie proporzioni ed  entità, che di recente non hanno risparmiato nemmeno una delle domus più amate dai turisti ovvero la Casa della Venere in Conchiglia.

E di conseguenza le polemiche sulla mancata manutenzione ordinaria degli scavi aumentano ora dopo ora, proprio alle soglie dell’avvio del progetto finanziato dall’Ue (così come è riportato dal Corriere del Mezzogiorno online il 29-03-2012)vsul restauro delle domus pompeiane. Difatti se adesso non siamo in grado di tutelare il nostro patrimonio archeologico da infiltrazioni d’acqua e smottamenti di terreno, come faremo in seguito al cospetto del severo  giudizio dei partner europei?

(credit photo: www.rainews24.rai.it)

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