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25 settembre 2012

Tfa: proteste per la seconda prova a Modena

Anche le prove scritte del Tirocinio Formativo Attivo (TFA) sembrano ricche di sviste, errori e domande poco attinenti alle singole discipline.

Qualche giorno fa, venerdì 21 settembre, si è svolta presso la Facoltà di Ingegneria di Modena, la prova scritta per il Tfa di Tecnologia. La protesta è esplosa immediatamente: i candidati si sono subito agitati dinanzi ai quesiti proposti che toccavano argomenti ben lontani dalla loro materia e stabiliti dal bando (architettura, chimica e fisica invece di materiali, energia e sistemi elettrici e elettronici).

Una seconda prova, per ora, sulla scia della prima. I 680 candidati ai 35 posti a disposizione per il TFA per diventare professore di tecnologia delle scuole primarie e secondarie hanno scatenato una polemica contro il rettore della facoltà, Aldo Tomasi, che ha cercato di difendersi raggirando il problema. Il rettore ha infatti accusato i concorrenti che si sono rifiutati di continuare il test di essere colpevoli di “atti intimidatori” e di aver ostacolato il regolare svolgimento della prova dei candidati che hanno scelto di proseguire, ben l’80% a detta di Tomasi.

«Nessuna intimidazione, se non da parte della commissione verso di noi. Non era un esiguo gruppo di facinorosi a sollevare il problema, eravamo tutti!», rispondono, in un articolo pubblicato su Modenaonline, i candidati, chiedendo l’annullamento della prova.

Per gestire la situazione, i concorrenti hanno richiesto l’intervento dei carabinieri.

«Siamo increduli» – continua una delle aspiranti tirocinanti sul sito on line– «per questa surreale messa in scena all’interno di una prestigiosa Università italiana dalla quale ricavi la percezione della trasparenza e dell’imparzialità. Dopo ciò che ho vissuto, mi sento offesa, delusa, amareggiata e vorrei capire se qualcuno, nome e cognome, emergerà con le proprie responsabilità per risarcire onesti cittadini e contribuenti di questo sfregio morale».

Per quanto tempo ancora i giovani italiani, che non fanno altro che chiedere che venga data loro la possibilità di lavorare, dovranno sentirsi umiliati, presi in giro, offesi dall’incompetenza di chi continua a tenere ingiustamente in pugno il loro destino?

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