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9 settembre 2012

Toni Morrison con “A Casa” sprigiona gli effetti della violenza razzista

Quando si è catapultati di fronte ad un libro ci si pone quasi sempre una domanda: leggerlo o non leggerlo?

In questo caso ci si chiede quale grande stimolo può cogliere un lettore italiano davanti ad un libro che parla del razzismo americano, di uomini neri, della guerra in Corea, della sperimentazione fatta su individui inermi.

La zampillante violenza che ne esce fuori non è raccontata dall’autrice afroamericana, Toni Morrison preferisce sottolineare gli effetti e le ripercussioni che la violenza crea maledettamente.  Perché un italiano dovrebbe scegliere di leggere un libro dove viene scardinata ogni illusione positiva che ha qualsiasi cittadino dello stivale?

Visto che gli sguardi lanciati in America sono perennemente con occhio ancora sognante. Sembrano quasi parole ostiche, evidentemente ci riportano a quei lontani anni ’50, quando i nostri nonni partivano con la famosa valigia di cartone cercando ricchezza. Credevano di trovare il marciapiede con l’asfalto dorato, invece, quell’asfalto l’hanno dovuto costruire proprio loro.

La scrittrice afroamericana stila la sua novella durante quei giorni post-bellici, quando l’America era la più forte ed imbattibile. Sui libri di storia è scritto che erano anni di ricchezza ed abbondanza, ma nel frattempo accrescevano dissapori destinati a scoppiare qualche anno dopo. Non si ricorda quasi mai, che gli anni ’50 sono stati anche lo scenario di una guerra lacerante, quella in Corea.

Il protagonista di Home ne sa qualcosa, reduce dalla guerra ritorna in quell’America razzista e fredda, proprio come l’aveva lasciata prima di partire. Lui è cambiato, lui è scosso, lui è svuotato di ogni senso della vita, lui non è più lui. Derubato di ogni essenza generazionale, viene salvato dalla sorella, colei che ha sempre amato.

Basterà una chiamata della sorella Cee a riconsegnare il coraggio di riscatto al fratello Frank Money. Ripercorrerà il viaggio a ritroso, per tornare A Casa, e salvarle la vita, che ne era rimasta appesa a causa dei sadici esperimenti di eugenetica (condotti in quegli anni su migliaia di americani ignari).

Lo si può, per giuste vie, considerare un viaggio di formazione on the road, arrivando all’accettazione della propria patria. Per Frank Money è un vero atto di amore verso Lotus, odiata cittadina della Georgia. Quella città è allegoria di uno dei ricordi peggiori del protagonista, quando la famiglia dovette fuggire forzatamente dal Texas per non soccombere a minacce razziste.

Un grande riconoscimento va all’ottantunenne Toni Morrison, considerata tra i massimi rappresentati della narrativa afroamericana degli ultimi cinquant’anni. Per la seconda volta è stata ospite del Festivaletteratura di Mantova, che per cinque giorni, ogni anno, è lieta di incontrarsi con autori, reading, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo. In occasione di questo evento così importante, la scrittrice ha ribadito l’importanza del linguaggio ed ha invitato a riflettere sul razzismo ancora dilagante in America, nonostante il lavoro di un presidente come Barack Obama. 

Sono passati anni da quando i neri venivano schiavizzati solo perché avevano un colore  di pelle diverso da quel bullo di un bianco, che aveva solo la fortuna di essere economicamente più ricco. Ma siamo ancora qui a ribadire che il male non si trasforma mai definitivamente in bene, sebbene si è più deboli nello stravolgere l’esatto inverso.

Nonostante i linciaggi infiniti che hanno dovuto subire gli afroamericani, molti di loro hanno avuto quasi sempre il coraggio di combattere per i loro diritti. Uno dei temi che sta più a cuore alla Morrison è la rivendicazione del popolo afroamericano che ha contribuito per lunghi anni ad arricchire la cultura americana. E’ intrinseco di coraggio misto ad un contorno di orgoglio la novella della scrittrice afroamericana. Home è uscito in America l’8 Maggio, in Italia sarà in vendita il prossimo 17 Settembre per Frasinelli.

Tradotto in A Casa, non rende il senso dell’essere nel luogo giusto, la traduzione del titolo in italiano. Home è una di quelle singole parole che esprimono una serie di cose messe insieme. In inglese ci sono due modi per dire casa, una è appunto Home e l’altra è House. La prima indica l’atmosfera calda di un luogo che provvede alla cura di noi stessi. La seconda si limita a indicare lo spazio che si sta occupando, uguale a tanti altri. In italiano non abbiamo questa distinzione, ci limitiamo a dare un tono di affetto alla parola e al concetto.

Immagine tratta dawww.newshopper.sulekha.com

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