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13 settembre 2012

Università, IV Edizione per il corso di Storia e Didattica della Shoah

Quante volte a scuola da persone anziane, dai mass media abbiamo sentito parlare della Shoah? Tante, ma non abbastanza da poter minimamente far capire le atrocità, le violenze psico-fisiche, i maltrattamenti e ancor di più gli stermini di donne, uomini e bambini a cui veniva strappata crudelmente la speranza di diventare un uomo o una donna nella vita, con una semplice risata! Si, gli schernivano, li deridevano li prendevano in giro, poiché non erano a conoscenza della brutalità del destino che gli attendeva nella “stanza della doccia”.

Non mi piace tanto parlarne, in quanto una volta studiati a scuola e sentendo dal vivo testimonianze di nonne vive davvero per miracolo, mi fanno chiudere in un’ignoranza egoistica che mi permette di non pensare a quanto la cattiveria dell’uomo riesca ad arrivare! Ci raccontano a scuola gli avvenimenti storici e quello che ne hanno conseguito a causa di essi, si tratta l’argomento più vergognoso della storia umana come del resto quello delle Foibe, ma non è abbastanza…

Per questo con il patrocinio del Miur e dell’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane, in altrettanti atenei del Paese – ovvero a Trieste, Bologna-Forli’, Teramo, Bari e appunto Arcavacata di Rende, l’Universita’ della Calabria istituisce venerdi’ 19 e sabato 20 ottobre 2012 un Corso di Storia e didattica della Shoah. Il Corso e’ uno dei cinque organizzati dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, giunto alla quarta edizione, si svolge in collaborazione con l’Ambasciata d’Israele in Italia, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria e il Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia e  Calabria. La Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, costituitasi nel marzo del 2011, e’ stata presentata ufficialmente il 24 gennaio del 2012 alla Camera dei Deputati.

La commemorazione della Shoah o Olocausto, ovvero la distruzione di circa i due terzi degli ebrei d’Europa, estendendosi a tutta l’Europa occupata dal Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale, con il concentramento e la deportazione e che culminò con lo sterminio fisico per mezzo di eccidi di massa sul territorio da parte di reparti speciali e soprattutto in strutture di annientamento appositamente predisposte, campi di sterminio, questo evento non trova nella storia altri esempi a cui possa essare paragonato per le sue dimensioni e per la sua crudeltà. Dall’anno 2000  tale avvenimento ha acquisito unvalore, cioè  e’ divulgato e protetto anche da una legge, la n. 211 del 2000, che istituisce il 27 gennaio il Giorno della Memoria che, almeno una volta tutti insieme  permette di fermarci  a pensare alle crudeltà commesse, dandoci “l’obbligo” di ricordare il passato.

Commemorare la Shoah è molto importante, in quanto ci incita a promuovere valori fondamentali di:  responsabilità individuale,  liberta’ democratica e religiosa e la lotta al razzismo; affinchè non si possa mai più riproporre simili abominevoli crudeltà tra gli uomini. L’Universita’ della Calabria si e’ rivelata interprete sensibile di questi valori. Dal 2007 ha organizzato una serie notevole di manifestazioni sul tema, istituendo ormai da tre anni corsi di storia e didattica della Shoah.  Le lezioni sono principalmente rivolte ad insegnanti di scuole secondarie di primo e di secondo grado. Il Corso, la cui  partecipazione è  gratuita, rilascia un attestato individuale di frequenza e l’accredito di 2 CFU. La responsabilita’ scientifica e’ a cura della Prof.ssa Viviana Burza e del Dott. Paolo Coen; la segreteria organizzativa della Dott.ssa Maria Filosa. Oltre che dei curatori scientifici, il Corso si avvale nella parte didattica del contributo di studiosi interni ed esterni all’Universita’, fra cui la nota scrittrice israeliana Nava Semel.

Concludo riportando un pezzo di Elisa Springer, tratto dal “Il Silenzio dei Viviaffinchè serva a non dimenticare e a non accettare con indifferenza ciò che accadde.La nostra voce, e quella dei nostri figli, devono servire a non dimenticare e a non accettare con indifferenza e rassegnazione, le rinnovate stragi di innocenti. Bisogna sollevare quel manto di indifferenza che copre il dolore dei martiri! Il mio impegno in questo senso è un dovere verso i miei genitori, mio nonno, e tutti i miei zii. E’ un dovere verso i milioni di ebrei ‘passati per il camino ‘, gli zingari, figli di mille patrie e di nessuna, i Testimoni di Geova, gli omosessuali e verso i mille e mille fiori violentati, calpestati e immolati al vento dell’assurdo; è un dovere verso tutte quelle stelle dell’universo che il male del mondo ha voluto spegnere… I giovani liberi devono sapere, dobbiamo aiutarli a capire che tutto ciò che è stato storia, è la storia oggi, si sta paurosamente ripetendo.”

 

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