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23 settembre 2012

Usa, guasto in parco divertimenti costringe 20 venti persone a rimanere a mezz’aria per 4 ore

I parchi divertimento sono, per alcuni, la trasposizione nella realtà del paese dei balocchi.
Luci, giostre, festoni, zucchero filato… tutto sembra perfetto e idilliaco e, ad ogni età, si può tornare bambini.
Per altri, invece, i vari Gardaland, Mirabilandia, Rainbow non sono altro che l’emblema dello stress per i più svariati motivi tra cui i quotati sono le file interminabili, le urla dei bambini, la maleducazione dei teenager e i costi sempre meno amici del portafoglio.

E se ciò non bastasse, molte volte le giostre stesse che dovrebbe essere il fulcro del divertimento, lasciano a desiderate o presentano problemi.
Nessuno può essere più d’accordo con quest’ultima affermazione delle venti persone vittime di un terrificante imprevisto al Buena Park (California, Usa).
Quattro ore, appesi a 91 metri di altezza per un guasto.

È questa l’incredibile storia che ha unito questo gruppo di sconosciuti saliti su una delle attrazioni più pericolose, il WindSeeker.
Secondo il portavoce del parco, nessuno è mai stato veramente in pericolo ma ciò non toglie che, dopo lo stop improvviso, molti avrebbero potuto sentirsi male o lasciarsi prendere dal panico.

Per fortuna così non è stato e con un po’ di sangue freddo e senza mai guardare in basso, la situazione non si è aggravata ulteriormente.
Conclusasi questa vicenda si è venuto, tra l’altro, a sapere che quella giostra aveva subito un guasto anche lo scorso 7 settembre seppur di minore entità.
Quel che è certo è che per quei venti visitatori, dopo un’esperienza del genere, i parchi divertimenti non sono più un posto magico ma l’emblema dello stress.

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