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24 ottobre 2012

Dagli studi sul Parkinson nuova importante scoperta per la sopravvivenza cellulare

Milano, 18 ottobre 2012 – E’ stato scoperto un nuovo meccanismo che regola finemente la sintesi di alcune proteine considerate necessarie per la sopravvivenza cellulare. Il meccanismo coinvolge una nuova classe di RNA che, pur non codificando per alcuna proteina, è in grado di aumentare la sintesi cellulare di proteine specifiche.

La ricerca, appena pubblicata su Nature, è stata coordinata dal Prof. Stefano Gustincich della SISSA di Trieste e direttore del laboratorio della Fondazione Armenise-Harvard, con il contribuito di Elia Stupka del San Raffaele di Milano, del gruppo del Prof Stefano Biffo del San Raffaele e del dell’Università del Piemonte Orientale e del Prof Claudio Santoro del Dipartimento di Scienze della Salute, Novara, del Riken Institute di Yokohama (Giappone), dell’Università di Trieste e dello spagnolo Hospitalet de Llobregat.

Lo studio è stato finanziato dalla commissione Europea tramite il finanziamento del Settimo Programma Quadro per il progetto “Dopaminet”, dalla Fondazione Armenise-Harvard e dalla Compagnia di San Paolo.

L’attività di questi RNA, definiti antisenso (AS), dipende da una loro peculiare struttura – il SINEB2 responsabile dell’aumento della sintesi proteica – e dalla loro capacità di legare in modo selettivo il mRNA codificante per una determinata proteina. Quando nella cellula un RNA AS incontra il suo mRNA, la sintesi della proteina codificata da quest’ultimo è aumentata.

Questo meccanismo è stato verificato in modelli cellulari e animali e si ritiene che in certe condizioni di stress, come quelle indotte dalla carenza di nutrienti, sia importante per favorire la sopravvivenza cellulare.

In senso figurato e semplificato, la cellula risponde allo stress, una situazione che può danneggiare il DNA, avviando due piani di intervento: uno volto a controllare l’integrità del proprio genoma (il DNA) e a valutare la possibilità di superare indenne la situazione di stress, l’altro finalizzato ad un risparmio energetico che viene attuato tramite la diminuzione delle attività cellulari, tra cui la sintesi proteica globale.

Tuttavia, la sintesi di certe proteine, tra cui quella studiata nel lavoro (Uchl1), deve essere salvaguardata o addirittura incrementata perché la cellula sopravviva quel tanto per poter svolgere i piani di intervento anti-stress. È in questo contesto che si inserisce il meccanismo descritto nell’articolo. Senza ulteriore dispendio di energie – la produzione di RNA senso e antisenso non aumentano – viene garantita la sintesi di proteine necessarie per la transitoria sopravvivenza cellulare.

Oltre quelli puramente scientifici, lo studio ha pure evidenziato importanti aspetti applicativi del nuovo meccanismo. Per esempio, nel caso di malattie dovute al mal funzionamento di uno dei due geni che ognuno di noi possiede, si potrebbero aumentare i livelli delle proteine interessate mediante specifici RNA antisenso, allargando così lo scenario della “RNA therapy” iniziata con la scoperta degli RNA interferenti (siRNA). Queste malattie – dette da aploinsufficienza – possono essere sia congenite, come certe anemie o alcune forme di epilessia o di ritardo mentale, oppure acquisite, come certi tumori o malattie neurodegenerative.

 

Per informazioni su questa ricerca contattare:

Stefano Gustincich, Neurobiology Sector SISSA. Tel. : +39 040 3756 505 E-mail: gustinci@sissa.it

è rientrato in Italia dagli Stati Uniti grazie al programma Career Development Award della Fondazione Giovanni Armenise-Harvard.

 

La Fondazione Giovanni Armenise-Harvard sostiene giovani scienziati dotati di particolari capacità, contribuendo alla creazione di nuove aree di ricerca nel settore delle scienze biologiche in Italia, incentivando la mobilità internazionale a vantaggio di una cultura multidisciplinare e favorendo profondi rapporti di collaborazione tra gli scienziati italiani e la Harvard Medical School di Boston (HMS).

La Fondazione Armenise-Harvard ha fino a oggi investito in Italia circa 20 milioni di dollari creando 16 laboratori per i beneficiari del Career Development Award, finanziando 3 PhD presso la Harvard Medical School e premiando 25 giovani giornalisti scientifici.

Il finanziamento dell’Armenise-Harvard Career Development Award ammonta attualmente a $ 200.000 annui, per un periodo da tre a cinque anni, e comprende il compenso commisurato alla posizione occupata presso l’istituto ospitante, gli stipendi per gli altri membri coinvolti nel programma di ricerca e i fondi annuali per le apparecchiature/infrastrutture.

 

Le scadenze dei programmi sono:

Armenise-Harvard PhD Program, 3 dicembre 2012

Armenise-Harvard Summer Fellowship for Italian University Students, adesioni entro il 20 dicembre 2012

Armenise-Harvard Science Writer Fellowships, adesioni entro il 15 marzo 2013

Armenise-Harvard Career Development Award, adesioni entro il 15 luglio 2013

Per maggiori informazioni si può consultare il sito http://www.armeniseharvard.org/grants/ o contattare Alexa Mason, Direttore Affari Italiani, amason@harvard.edu , tel. 055 603251.

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