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29 ottobre 2012

Intervista a Gemma Sena Chiesa – Costantino e l’Editto di Milano

Falvio Valerio Aurelio Costantino, conosciuto anche come Costantino” il Grande“ , fu Imperatore romano d’Oriente dal 306 d. C. alla sua morte (337 d. C.). Rappresenta una delle figure più importanti dell’Impero Romano, che riformò largamente, e favorì la diffusione del Cristianesimo.

Tra i suoi interventi più importanti c’è il prolungamento dell’Editto di Milano sulla libertà religiosa.

Questa sua adesione alla religione cristiana fu un passo importante in quell’epoca in quanto mise fine alla persecuzione dei primi cristiani che, sotto l’impero del suo predecessore Diocleziano, si intensificarono. Costantino fece di più, non solo promulgò l’Editto, per quanto si schierò contro gli antichi culti pagani.

Si convertì al cristianesimo: la politica di tolleranza decisa durante il suo incontro a Milano con Licinio nel 313 prese subito una direzione favorevole al Cristianesimo. L’imperatore costituì la giurisdizione episcopale e concesse alla Chiesa il diritto di ricevere legati e donazioni. Ma, considerando la Chiesa, come uno dei principali sostegni dello Stato, Costantino intervenne nelle dispute religiose ponendo così il problema dei rapporti tra Chiesa e Stato.

Dimostrò la sua fede in Cristo in varie occasioni. Fu per sua volontà che a Nicea nel 325 venne convocato il primo Concilio Ecumenico e  fra le tante decisioni importanti si arrivò alla condanna degli Ariani, considerati degli eretici. In quella sede si stabilì che Cristo possedeva una natura divina, e non soltanto umana, come invece sostenevano gli Ariani.

La storia ci ricorda che nella battaglia di Ponte Milvio nella guerra civile contro Massenzio, il suo esercito portava sulle bandiere il segno della croce. Durante il suo regno la Palestina, acquistò un ruolo di un certo rilievo e divenne meta di pellegrinaggio per il fatto che, era la terra in cui visse Gesù Cristo, soprattutto dopo che Elena, madre di Costantino, vi si era recata in come devota e rinvenendo, come affermava, la ” Santa Croce“.

Costantino va anche ricordato perché ruppe definitivamente ogni legame con Roma, dopo la vittoria nella guerra civile eleggendo a sua capitale e trasformandola grandiosamente in soli quattro anni la piccola città greca di Bysantion (Costantinopoli, oggi Istanbul).

Sorgeva così la “Nuova Roma“, capitale dell’impero romano d’oriente.

Abbiamo intervistato, per l’occasione, la curatrice della mostra, Gemma Sena Chiesa, Professore Ordinario di Archeologia classica dell’Università degli Studi di Milano:

Perché è importante per l’Università degli Studi di Milano la mostra ” Costantino e l’Editto di Milano” che si tiene a Palazzo Reale?

«Le grandi mostre archeologiche, storiche e d’arte sono una straordinaria occasione per fare conoscere a un pubblico più vasto i risultati di ricerche e studi che si compiono nelle università e che talvolta restano relegati al mondo accademico. La comunicazione delle ricerche scientifiche è oggi un dovere per tutti gli studiosi, in particolare per quelli delle scienze umanistiche

Quanto impegno hanno dedicato i docenti dell’Ateneo per collaborare all’evento?

«L’impegno scientifico della sezione di Archeologia è stato costante nell’arco dei circa tre anni di preparazione della mostra curata da me, ordinario di Archeologia classica; il Professore Slavazzi, ordinario di Archeologia romana, ha seguito lo studio complessivo dei palazzi imperiali a Roma nel corso del IV secolo. Le oltre 200 opere che i musei italiani e stranieri hanno prestato sono state in gran parte studiate e schedate per il catalogo da docenti e collaboratori della sezione stessa. L’Ateneo ha fornito anche un prezioso sostegno al lavoro scientifico della mostra attraverso il documentario cinematografico predisposto e realizzato dal Centro Televisivo e Cinematografico dell’Università di Milano, sulla ideazione, sulla preparazione ( dietro le quinte) e il significato della mostra stessa.»

Che tipo di ricerche sono state eseguite dai docenti dell’Università?

«In occasione della mostra è stato ripreso ad esempio lo studio delle armature di parata della cavalleria di Costantino, la diffusione del segno cristiano del Chrismon su oggetti d’uso e di lusso in età costantiniana, lo studio della figura di Elena la madre di Costantino, dalle statue ritratto, alle testimonianze del culto della croce, da lei, secondo la leggenda, riscoperta a Gerusalemme.»

Qual è l’obiettivo della mostra?

«La mostra, vuole trasmettere a un vasto pubblico i risultati delle ricerche accademiche e ricorda il millesettecentesimo anniversario degli accordi di Milano ( il c.d. “Editto di Milano“) fra l’imperatore romano d’occidente Costantino e il suo omologo d’oriente, Licinio, che sancivano la libertà religiosa per il cristianesimo e le altre religioni in tutto l’impero romano.»

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