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15 ottobre 2012

Nasce il Centro Nazionale di Ricerca

 

Sono giorni in cui le manifestazioni si susseguono in diverse parti del mondo. In Grecia, in Spagna, in Italia e diversi altri posti di cui, tramite i mass media, non abbiamo notizia. La Spending Review, l’Austerity, i tagli e le tasse.

Si continua a pensare a come i governi, per superare le difficoltà dell’epoca in cui ci troviamo, stiano trovando soluzioni e come queste pesino sulle spalle dei cittadini.

In realtà, guardando oggettivamente, sembra che qualsiasi decisione presa abbia sia lati positivi che negativi.

Proprio per questo, l’ultima riforma nell’ambito della ricerca, bisogna analizzarla attentamente.

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) ha deciso di riunire, sotto la propria supervisione, circa 12 enti pubblici di ricerca tra cui:

  • Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) Roma
  • Agenzia spaziale italiana (ASI) Roma
  • Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) Frascati
  • Istituto nazionale. di astrofisica (INAF) Roma
  • Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – INGV Roma
  • Istituto nazionale. di ricerca metrologica (INRIM) Torino
  • Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale -OGS Trieste
  • Stazione zoologica “A. Dohrn” Napoli
  • Consorzio per l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste
  • Istituto nazionale di alta matematica “F. Severi” Roma
  • Museo storico della fisica e Centro di studi e ricerche ”Enrico Fermi” Roma

Nascerà un polo scientifico definitivo chiamato Centro Nazionale di Ricerca – a immagine e somiglianza di altre realtà europee di ricerca. Il Miur, tuttavia, sarà affiancato dall‘Agenzia per il Trasferimento Tecnologico e dall’Agenzia per il Finanziamento alla Ricerca.

Queste due agenzie avranno il compito di agevolare i compiti, nell’accorpamento degli enti, evitando l’eccesso di dipendenti dovuto alla precedente decentralizzazione della ricerca. In particolare l’Agenzia per il Finanziamento avrà la funzione di distribuire le risorse disponibili a valere sul Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica (First) garantendo allo stesso tempo un «adeguato monitoraggio» e lo «sfruttamento dei risultati».

Il ministero dell’Istruzione, quindi, vuole creare un punto di riferimento che abbia la funzione di aprire le porte a tutte le realtà scientifiche, anche quelle dipendenti da un altro ministero, permettendo una compattazione ed una fluidificazione dei rapporti tra le diverse aree di studio.

Verrà inoltre portata avanti una razionalizzazione delle sedi e dei dipendenti. Alcuni enti avranno sempre la stessa sede, mentre altri, più periferici, saranno spostati. Per ciò che riguarda il personale. questo verrà assimilato a quello universitario, permettendo l’abilitazione nazionale dei ricercatori – simile a quella dei professori, del 20 luglio 2012 – e la scrematura di molti posti di lavoro in ambito burocratico.

Fonte Foto

Fonte dichiarazione

 

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