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2 ottobre 2012

Tappa Erasmus: la capitale inglese

Francesco, studente di Economia all’Università di Pescara G.D’Annunzio, è appena rientrato in Italia dopo un soggiorno di studio alla University of London. Francesco incontra Controcampus e ci racconta la sua esperienza di vita Erasmus.

 

INTERVISTA a Francesco de M.

Da dove è partita l’idea di partecipare al progetto Erasmus?

“Mi viene da ridere perché, contrariamente alle risposte comuni, io non avevo affatto intenzione di partire Erasmus, né ero attratto dall’idea di vivere in un altro Paese e imparare una nuova lingua. Tutto è nato da una serata cogli amici; Matteo, un mio collega di studi, scommetteva che non sarei riuscito a vincere il bando a causa della mia cattiva media scolastica. Preso dalla sfida, partecipai al bando e lo vinsi!”

Così lo scorso dicembre sei partito come studente Erasmus per la capitale inglese. Come si vive in una città cosmopolita e interculturale come Londra?

“Ero già stato a Londra prima di allora ma sempre da turista e vacanziero, non mi ci ero mai fermato per più di una settimana, quindi si può dire che non conoscevo affatto la città se non nei suoi maggiori punti di attrazione. Ricordo che il primo mese fu terribile! Dalla piccola e tranquilla Pescare mi ritrovai catapultato di punto in bianco in una realtà tanto grande quanto caotica. Nonostante il timore iniziale ero però pieno di entusiasmo e non posso dimenticare l’euforia che provavo ogni volta che mi perdevo nelle piccole viuzze di Kensington o nei mercati di Brick Lane!”

Quanto tempo hai impiegato ad ambientarti?

“Mi verrebbe da dire che in una città come Londra non ci si ambienta mai del tutto, il riciclo di persone e dei punti di aggregazione è talmente alto che, oltre a non annoiarcisi mai, ci si sente in continua esplorazione! Per quanto riguarda la lingua inglese, c’è da dire che già partivo con un alto livello di conoscenza e quindi non ho incontrato grandi problemi di comunicazione. L’integrazione è stata perciò abbastanza rapida.”

Come ti sei trovato nell’Università ospitante?

“Alla University of London ho avuto da subito la sensazione che tutto funzionasse alla perfezione, che gli studenti stessero lì perché motivati e che i docenti fossero enormemente interessati ai programmi e alla didattica. Non ho trovato ostacoli nell’apprendimento, né disinteresse da parte dei professori nei confronti della mia situazione che pur restava di svantaggio rispetto ai colleghi madrelingua.”

Giudichi l’esperienza Erasmus utile e formativa ai fini lavorativi e non?

“Devo ammettere che quella scommessa vinta è stata per me “vincente” in tutti i sensi! Mi ha dato modo di allargare i miei orizzonti e capire quanto fosse importante il confronto con altre realtà. A livello pratico, ho capito che esistono diverse tipologie di approccio ai problemi che siano questi di natura economica o finanziaria. Ogni cultura, ogni Paese e ogni governo ha un particolare modo di reagire alla problematica economica in sé e questo lo fa seguendo diversi dettami di studi accademici. La mia crescita e il mio arricchimento professionale sta nel fatto di aver avuto l’opportunità di conoscere, almeno in parte, quella che è la risposta inglese di fronte ai problemi economico-finanziari!”  

 

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