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13 ottobre 2012

Università: ci rimangono solo le mutande per protestare!

E dire che le mutande nascevano come segno di civiltà nell’Impero Romano, e che furono  introdotte in Italia – si dice – da Isabella D’Este. Chi avrebbe mai pensato che potessero poi servirci come simbolo – o strumento – di protesta?

Incredibile ma vero! Infatti in alcune città come  Bari, Foggia, Roma, e Campobasso si sono presentati all’interno degli uffici postali delle medesime città, un gruppo di studenti con indosso solo le mutande e un cartello di protesta!

Perché? Beh, di risposte ognuno di noi se ne potrebbe dare tante, ma l’unica, al momento, sembra essere l’insofferenza totale verso un governo che, non vuole né investire sul futuro educativo dell’università, né dare fondi per l’istruzione e alle borse di studio, tanto meno interessato alle difficoltà economiche degli studenti. Inoltre le borse di studio rimangono solo una bella e dolce utopia in quanto, al 25 % dei ragazzi che si vedono costretti a doverla richiedere, viene loro rifiutata per mancanza di fondi.

Difatti i tagli alle borse di studio arrivano ad un complessivo di quasi 140 milioni di euro dal 2009 al 2013, un ammanco che il disegno politico “montiniano” ha colmato nel raddoppiare la tassa regionale per il diritto allo studio che passa da (in media) 70-93 euro a 140 euro!

Così i ragazzi del Coordinamento Universitario Link, avanzano una loro controproposta: investire 600 milioni di euro per poter cosi chiudere interamente la richiesta delle borse di studio, da riprendere con una patrimoniale del 5 per mille sugli ingenti patrimoni.

Così hanno pensato di protestare negli uffici postali, poiché proprio le Poste propongono un prestito per gli studi, con tassi di interesse, per la restituzione, fino all’ 8 %.

Bisogna ammettere che ragazzi capaci di mettere davvero “a nudo” se stessi, per il rispetto verso le proprie idee, se dovessero essere ascoltati e le loro proposte venissero approvate, farebbero un grosso favore non soltanto a loro stessi, ma all’intero corpo studentesco: sono ragazzi con una grande, in alcuni casi anche eccessiva, dose di coraggio e audacia!

Dati i tempi, dato l’oggetto usato per la protesta, dobbiamo, ancora una volta, dare ragione ai latini avessero ragione: Mutatis mutandis!

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