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14 novembre 2012

Energoclub: rinnovabile si può e si deve!

Ormai lo sanno tutti. Siamo in crisi. Le società crollano sotto i colpi duri dell’economia ma non solo. La crisi non è solo economica. Ancor prima di questo, il nostro bel Pianeta è soggetto a una profonda crisi ambientale. E’ vero, sappiamo anche questo ma, a ben vedere, forse più che di consapevolezza si tratta, più che altro, di un sentito dire. Diversamente non si spiega come sia possibile che le grandi istituzioni, (Unione Europea, Fao, Unesco, ecc), e associazioni, (WWF, GreenPeace, ecc), internazionali si battano per un futuro ecosostenibile, i singoli governi alternino ambigui si a vere e proprie operazioni ambienticide e, in tutto questo, la gente comune, i cittadini, gli uomini tutti, ospiti di lusso del Pianeta Blu, non facciano nulla (non saranno certo una o due sterili manifestazioni a cambiare le cose o far sentire una voce che presume di esistere ma non si sente abbastanza).

Pertanto, viene da chiederselo: ma si è davvero consapevoli di quello cui andiamo incontro o no? E fino a dove possono arrivare superficialità e omertà? (in Italia, c’è da scommetterci, fin troppo oltre). Com’è possibile che il dictat universalmente diffuso sia una tacita ignoranza degli eventi e le annesse responsabilità?

Per capire a fondo qual è la situazione ambientale che ci riguarda e la piega che essa prenderà, abbiamo interpellato un esperto del settore. Pertanto, passo la parola all’ingegnere Gianfranco Padovan, presidente dell’associazione Energoclub.

Perché, secondo lei, il futuro deve essere ecosostenibile?

Non possiamo permetterci che non lo sia. Gli oltre 2.000 esperti dell’IPCC (che hanno sotto osservazione il clima del pianeta) hanno previsto che se non invertiamo l’emissione di gas serra entro vent’anni, il pianeta potrebbe subire danni irreversibili il cui recupero ci obbligherà a interventi di geo-ingegneria dall’esito incerto e con molti rischi di peggiorare la situazione.

Dobbiamo essere proattivi e non reattivi: muoviamoci adesso non tra venti anni. Non possiamo permetterci di essere poco intelligenti. Non possiamo aspettare che succeda un evento che ha caratteristiche d irreversibilità per attivarci.

La questione energetica in Italia, e in generale nel mondo, è la chiave di volta di un futuro ecosostenibile.

Le fonti fossili saranno sempre più costose ed energivore nell’estrazione. Ormai il rapporto tra energia generata ed energia spesa, lungo il ciclo di vita di alcune filiere energetiche, è inferiore a uno; in altre parole, in alcune filiere energetiche tradizionali serve più energia a produrla rispetto a quella messa disposizione. Alcune fonti energetiche (petrolio canadese e americano, uranio canadese) ormai si stanno avvicinando al punto in cui non saranno più energeticamente e economicamente sostenibili; mentre, come già sappiamo, non lo sono mai state dal punto ambientale. Ogni anno in Europa si stimano in circa 400.000 le morti premature per gli effetti dell’inquinamento soprattutto conseguenti all’uso delle fonti fossili.

Questi fatti non possono essere occultati. Bisogna essere consapevoli che è necessario adottare politiche economiche, sociali e ambientali che tendano asintoticamente all’eco-sostenibilità.

Qual è la situazione climatica attuale? E quali sono le cause che ci hanno portato a un punto nel quale l’ecosostenibilità più che una scelta sembra una condizione imprescindibile?

La situazione climatica è descrivibile con pochi dati. Noi oggi, la nostra civiltà, sta immettendo nell’atmosfera terrestre tre parti per milione in volume di anidride carbonica (3 ppm  CO2 pari a 3 cm3 in 1 m3  di aria) che ogni anno che si sommano a quelli pre-esistenti.

Oggi siamo arrivati a circa 390 ppm di  CO2 e noi sappiamo (i 2.000 esperti IPCC) che il limite oltre il quale non bisogna spingersi è di 450 ppm di CO2 assunto come “punto di non ritorno”. Raggiunto questo punto il clima cadrebbe nel caos e le conseguenze sono solo intuibili. Alcune previsioni dicono che l’80% della popolazione sparirebbe. I sopravvissuti dovrebbero emigrare verso il nord. Il livello dei mari aumenterebbe fino a 10 m.

Di questo passo in venti anni, se non si faranno cambiamenti di rotta decisi, raggiungeremo il punto di non ritorno. Non possiamo permettercelo, perché significherebbe che il pianeta avrebbe un clima alterato in modo irreversibile con tutto quello che è collegato come alimenti vegetali e animali, risorse naturali organiche.

Bisogna agire ora per vedere i risultati tra 10-20 anni. L’Italia, come un transatlantico, potrà cambiare la rotta nei prossimi due anni ma con gli effetti che si vedranno in 5-10 anni. Scegliamo il mare aperto invece di schiantarci, come si è proposto con la recente Strategia Energetica Nazionale, per un avventato “inchino” verso le fonti esauribili.

Può farci un elenco delle cose che potrebbero accadere se non si adotteranno decisioni ecosostenibili?

Il clima del pianeta si altererebbe e le instabilità non potranno essere “corrette” se non interventi di Geo-ingegneria dall’esito incerto e molto rischiosi.

I costi sociali aumenterebbero a dismisura per gli effetti dell’inquinamento ambientale. Le simulazioni fatte dal Club di Roma, verificate in questi ultimi venticinque anni, stanno dimostrando che gli effetti sarebbero devastanti per i paesi più poveri ma anche in quelli industrializzati.

L’economia sarà patologicamente affetta da inefficienze che porterebbero il mondo verso altre spirali recessive.

L’ambiente e la biodiversità ne patiranno al punto che avverranno fenomeni di desertificazione anche nelle nazioni europee come sta succedendo, ad esempio, in alcune zone del sud d’Italia e in Friuli.

Non occorre essere catastrofisti per prevedere tutto questo perché i prodromi di questi eventi sono oggi sotto gli occhi di tutti: eventi climatici più frequenti e intensi, danni ambientali per miliardi di euro, polveri sottili (PM10, PM2.5, PF) sempre di più oltre il limite di accettabilità, morti premature per l’inquinamento ambientale.

Come crede che evolveranno le società in termini di ecosostenibilità?

Le società dovranno evolvere mettendo in gioco la propria intelligenza sociale e migliorando la gestione dei fenomeni complessi e dei network.

Si dovrà puntare all’informatizzazione delle reti energetiche con un “approccio olistico”; si tratterà di progettare le reti in modo che sia sempre possibile intervenire manualmente nel caso avvengano situazioni prossime al “caos”.

Gli stili di vita dovranno essere meno energivori con beneficio della salubrità degli ambienti e nell’uso dei territori fertili. La soglia di sostenibilità che ad esempio è stata fissata in Svizzera è di duemila watt pro capite. Sotto si è in condizioni di sostenibilità sopra no.

In Italia si dovranno utilizzare schemi concettuali semplici da trasmettere e da applicare così come fanno i nostri cugini svizzeri.

Quali sono le nuove frontiere in questo campo?

In parte ho risposto in precedenza. Posso aggiungere che le frontiere non sono da trovare solo nelle tecnologie innovative avanzate ma anche dalla riscoperta di materiali, modalità d’uso e pratiche già usate nel passato.

La gestione integrata del territorio, la progettazione del ciclo chiuso della produzione primaria con i processi di trasformazione, l’uso dei prodotti e rifiuti che generiamo, la protezione della biodiversità riducendo l’utilizzo di fertilizzanti di sintesi o l’uso energetico intelligente dei reflui organici, l’applicazione di pratiche agronomiche che tendano a riportare l’eccesso di carbonio presente nell’atmosfera di nuovo nel terreno, sono tutte aree di frontiera in cui investire e sviluppare.

Da questo punto di vista le tecnologie energetiche avanzate (carbone pulito) che si pregiano di sequestrare il carbonio dopo la combustione per poi confinarlo a 2000 metri di profondità sono concettualmente sbagliate e costose. Il carbonio va riportato nei primi due metri sotto forma di carbone vegetale, stabile nel tempo, in

modo da conferire la fertilità perduta proprio a causa del poco carbonio come effetto di pratiche agronomiche errate.

Poi, a ben vedere alcune soluzioni bio-sostenibili si trovano già nel mondo animale. E’ noto che i termitai sono stati fonte d’ispirazione di parecchie correnti culturali dell’architettura. L’architettura bio-sostenibile e bio-climatica, l’uso dei materiali, le buone pratiche efficienti energeticamente sono state scoperte 4.000 e più anni fa. Tuttora lo sono.

Se si guardasse con umiltà e con occhi nuovi al mondo naturale, troveremmo soluzioni eco-sostenibili sorprendenti e inattese.

Come vede l’Italia da un punto di vista “ecosostenibile”?

Se prendiamo come indicatore di eco-sostenibilità le emissioni di CO2 pro-capite (tCO2/ab) nel 2011, l’Italia risulta mediamente eco-sostenibile: molto meglio degli Usa, meglio della Germania, Spagna, Inghilterra e peggio della Svezia, Francia, Cina. Tale valutazione, in realtà, andrebbe “rettificata” introducendo il rapporto tra energia primaria esauribile (EP nFer) e quella rinnovabile (EP Fer): tanto più basso è questo rapporto tanto maggiore è l’ecosostenibilità di un paese. Da questo punto di vista l’Italia è molto meglio di Inghilterra (record negativo di eco-sostenibilità), USA, Francia, India e Cina; meglio della Germania, peggio di Spagna, Svizzera, Svezia. Il grafico sottostante visualizza la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi.

Se andiamo a vedere quali sono le logiche che si sono adottate per “tracciare” il futuro energetico dell’Italia (il Piano di Azione Nazionale o PAN) allora c’è da mettersi le mani nei capelli. Da poco si sta parlando di SEN (Strategia Energetica Nazionale) e le mani sono sempre di più nei capelli. L’eco-sostenibilità non fa parte della cultura dei tecnici pianificatori e della maggior parte dei politici che ci hanno e stanno governando.

Com’è possibile affermare di essere un paese libero quando la nostra dipendenza dalle risorse primarie fossili (acquistate all’estero per più del 90%), nonostante l’apporto oramai rilevante delle fonti rinnovabili, è maggiore dell’85%?

Com’è possibile che la coltivazione delle fonti rinnovabili (bio-energie, laghi e fiumi nelle regioni montuose, vento al Sud e isole) non sia stata il perno della nostra economia e società, visto che l’Italia abbonda di sole molto più che in altri paesi? Siamo o no il paese del sole? Perché non possiamo esserlo anche al di fuori delle canzonette?

Com’è possibile perseguire la riduzione della spesa sanitaria quando si continua a insistere sull’uso delle fonti esauribili, puzzolenti, sporche e inquinanti che generano patologie dai costi sociali esorbitanti? Quanto costa la morte prematura di un bimbo per leucemia o di una persona attiva per cancro provocate dall’inquinamento generato dagli impianti termo-elettrici o in quelli con cogenerazione che utilizzano biomasse e rifiuti non riciclabili? Quanto costa in termini di affetti persi e dolore?

Tutto questo potrebbe essere evitato se il Governo decidesse di abbracciare con decisione le fonti rinnovabili abbandonando definitivamente petrolio, gas, carbone e rifiuti non riciclabili per la produzione di energia e combustibili per i trasporti. Questa è l’unica soluzione eco-sostenibile. Non ce ne sono altre.

Come vedo l’Italia? La vedo bene da una parte e male dall’altra. Ci sono forze sociali che sono consapevoli delle scelte giuste da fare per assicurare all’Italia un futuro ecosostenibile, moderno e creativo, e altre forze che sono guidate solo da interessi privati in cui il bene comune ha “valore” solo perché è da sfruttare, lasciando rifiuti e costi sociali alle generazioni che verranno. Occhio, il bene comune di cui sto parlando è il pianeta, l’ambiente e i cicli naturali, gli esseri viventi che lo abitano.

Poi ognuno di noi farà la sua parte, anche da domani. Ad esempio tutte le famiglie italiane hanno oggi la possibilità di rifornirsi di energia elettrica con un proprio impianto fotovoltaico senza svenarsi, anzi, riducendo la propria bolletta e guadagnandoci. In tal modo si potrebbero abbattere le emissioni di  CO2 e di particolato.

Per chi non ha il tetto a disposizione, c’è una soluzione che noi di EnergoClub proponiamo a tutti i nostri interlocutori che desiderano un futuro eco-sostenibile. Ci sono dei fornitori di energia elettrica che usano solo impianti funzionanti con fonti rinnovabili e quindi si può iniziare abbandonando il fornitore “tradizionale” per scegliere quello “rinnovabile”. Oggi, nel mercato liberalizzato, sotto la spinta dell’Unione Europea, ogni famiglia italiana può cambiare il contratto di fornitura dell’energia elettrica. Se qualcuno è scettico venga a conoscerci in www.energoclub.org oppure www.soleinrete.org o meglio ancora frequenti il nostro forum www.energeticambiente.it

Posso solo augurare all’Italia di avere un Governo che creda veramente nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica per rendere più eco-sostenibile il nostro vivere di tutti i giorni. Il mio non è solo un augurio ma è anche un impegno personale che ho verso i nostri soci di EnergoClub e più in generale verso tutti gli italiani attuali e futuri.

Alla luce di tutto questo, credo sia necessario incominciare a svegliarsi. Il tempo del sonno deve finire il prima possibile. Diversamente, temo che non i nostri occhi non rimarranno chiusi perché così preferiamo ma perché l’ineluttabilità degli eventi ha reso la nostra gloriosa civiltà, una storia dal finale tragico e per nulla epico

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