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30 novembre 2012

Il nuovo campus bocconiano dal valore di 130 milioni di euro

Un nuovo campus verde e trasparente per la Bocconi e la città milanese. Il progetto è stato presentato per l’area dell’ex Centrale del latte, dove sorgeranno la nuova SDA Bocconi, un centro sportivo e un pensionato. Le aree verdi coprono un’estensione totale di 21.500 mq e il centro sportivo con la prima piscina olimpica coperta della città  e saranno usufruibili dai cittadini milanesi, quindi non solo per gli studenti bocconiani. Per la Bocconi un investimento elevato che supera i 130 milioni di euro.

Le caratteristiche del campus milanese sono la trasparenza, il fatto che lo stesso sia ricoperto di verde e aperto alla città. Il campus Bocconi sorto sull’area dell’ex Centrale del latte, tra via Castelbarco e Parco Ravizza, è stato progettato dallo Studio SANAA di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa ed è stato presentato ieri presso l’Università. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l’assessore all’urbanistica ed edilizia privata, Ada Lucia De Cesaris, il rettore della Bocconi, Andrea Sironi, e il consigliere delegato, Bruno Pavesi.

“I 35.000 mq dell’ex Centrale saranno sottoposti a tre interventi”, ha affermato il consigliere delegato Bruno Pavesi. “Il primo permetterà di inglobare tutte le attività della SDA Bocconi School of Management, rispettando le diverse esigenze da parte dell’utenza, grazie a tre edifici dedicati rispettivamente ai programmi Mba e master, ai corsi executive e all’amministrazione, oltre a una piccola area comune per i servizi. Il secondo intervento è la creazione di un centro sportivo-ricreativo aperto al pubblico con piscina olimpica, palestra e un centro fitness. Il terzo è un pensionato con la capacità di ospitare 300 studenti e visiting professor, grazie al quale la Bocconi potrà soddisfare la crescente domanda residenziale che proviene in particolar modo da studenti stranieri”.

Nell’area è previsto un parcheggio sotterraneo e sarà costruito solo per metà, 17.500 mq  saranno ricoperti dal verde, in un parco a cui può accedere l’intera cittadinanza, a tale estensione vanno aggiunti 4.000 mq di verde costruito.

L’investimento, stando ai calcoli bocconiani, supera i 130 milioni di euro e la conclusione dei lavori, dopo la bonifica dell’area, è prevista entro e non oltre la fine del 2018.

Si tratta di un campus milanese perché studiato proprio per quell’area, secondo la zona della città, hanno spiegato i progettisti giapponesi, che sono riusciti a vincere il concorso internazionale ad inviti bandito nel 2012. Il progetto rivisita in chiave moderna i portici e i chiostri che costituiscono la caratteristica principale di  molta architettura urbana, creando una serie di cortili verdi interni in comunicazione tra loro, delimitati sia dagli edifici, sia da una pensilina coperta. Queste celle, toccandosi tra loro, consentono un agevole passaggio tra gli edifici, attraverso il parco. La torre del pensionato proprio per il fatto che si sviluppa in altezza consente di recuperare terreno destinato al verde.

È un campus trasparente perché l’apertura dell’Università alla città è simboleggiata dai portici su di essi si sviluppano tutti gli edifici, questo permette che da qualsiasi punto di vista venga osservato il campus risulta evidente la sequenza armoniosa di colonne, spazi trasparenti e alberi. La ricopertura delle strutture edilizie alterna trasparenze e opacità.

“Le celle comunicanti e le trasparenze evidenziano il concetto di circolazione”, ha spiegato il rettore Andrea Sironi, “l’università deve saper far confluire persone e saperi. La creazione del campus andrà a definire quello che, con gli adiacenti edifici di via Sarfatti, via Roentgen, via Gobbi, piazza Sraffa e via Bocconi, realizza un vero e proprio campus urbano”.

I 21.500 mq di aree verdi evidenziano una forte continuità con il territorio circostante, e in particolare con il Parco Ravizza. Quercia, carpino bianco, pioppo nero, olmo e bagolaro sono gli alberi scelti per la capacità di adattamento al terreno, presenti nel Parco Ravizza, e per le proprietà di ombreggiamento. A far da contrappunto a questa alberatura sono state scelte altre specie di dimensioni più minute e già presenti nell’ecosistema milanese, seppure non autoctone, come liquidambar e sofora del Giappone.

L’apertura alla città non riguarda solo il parco, chiuso nelle ore notturne per ragioni di sicurezza, ma anche il centro sportivo e ricreativo di tre piani, che sorgerà lungo il perimetro di viale Toscana. Il progetto si articolerà con la piscina olimpica dalla lunghezza di 50 metri,accanto sarà presente una piscina più piccola che potrà essere utilizzata anche a scopo terapeutico, per il recupero di infortuni. Al secondo piano sarà costruita una palestra modulare con tribune ideata per la pallacanestro e la pallavolo, un fitness center di 2.000 mq e un anello coperto per il running della lunghezza di circa 250 metri, mentre il terzo piano sarà destinato alle associazioni studentesche dell’Università. Le strutture sportive saranno convenzionate e usufruibili anche da parte dei cittadini milanesi, secondo modalità che saranno stabilite con le amministrazioni interessate.

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