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L’ingegneria a servizio della poesia e viceversa: lo “spazio vivibile” di Nicola Mazzeo

Redazione Controcampus 30 Novembre 2012
R. C.
16/06/2021

Perché intorno a noi non c'è solo cemento, ma ben altro.

La IV e la V dimensione secondo Nicola Mazzeo.

Quanto la nostra vita può dirsi oggigiorno “poetica”? Quanta armonia, colore, musicalità c’è nel nostro vivere quotidiano? Quanto i nostri spazi fisici, dentro e fuori le nostre vite, sono in grado di farci sentire un tutt’uno armonico ed equilibrato? E’ così difficile, per davvero, riuscire a vivere con il nostro circondario come se fossimo un’unica realtà, un vero continuum spazio-temporale?

Forse sì. Forse no o, forse, i “disastri” urbanistici che negli anni si sono susseguiti, e che ci sono stati “imposti” sono riusciti senza grosse fatiche a frapporsi realmente fra noi e il nostro mondo esterno.

Le città, i palazzi, le costruzioni di ogni genere e qualità hanno forse spezzato e spazzato via davvero la catena del vivere in un mondo dove rintracciare ancora residuali frammenti di “umanità”. Non è solo in noi stessi e nelle nostre personalissime e più intime esperienze di vita che dobbiamo ancora cercare un mondo più congeniale al nostro essere e più vicino al nostro concetto di “qualità della vita”.

E’ nella totalità della “cementificazione” che bisogna ancora sperare di poter rintracciare la poesia di cui, ciascuno di noi e, nonostante tutto, ha ancora bisogno.

A raccontarci il perché noi “ancora umani” agogniamo un irrefrenabile senso poetico per le nostre vite, il Dott. Nicola Mazzeo,  salernitano, scrittore e appassionato studioso della Scienza delle Costruzioni. Nel suo saggio, di eccellente spessore a parere di chi scrive, con estrema lucidità il nostro vuole gridare al mondo che è ancora tempo per guardarsi indietro, avanti e intorno e trovare (e dove necessario, recuperare) quella che lui definisce una IV e una V dimensione. Dimensioni che vanno ben oltre i tanto decantati concetti dalla scienza e dalla matematica e che da sempre hanno voluto e “potuto” dettare legge.

Ma c’è bisogno d’altro intorno a noi. C’è bisogno d’altro soprattutto in “quel fuori di noi” e Nicola Mazzeo ci racconta il perché…

Un libro sicuramente sui generis. Una combinazione inedita di aspetti quasi impensabili da unire: eppure lei va a conciliarli con una semplicità quasi disarmante. Come nasce questa insolita idea di unire scienza esatta e la quanto mai “umanistica” poesia?

E’ stato il “bisogno” di poesia che ho per me e per “Gaia”

Nel suo saggio usa il concetto di “spazio vivibile”. Cosa intende effettivamente per spazi “degni di essere vissuti”?

A. Einstein nella sua ds²=dtc²-dx²-dy²-dz² lega spazio e tempo. Egli connota come senza c²-velocità della luce al quadrato- e,“comunque”, senza luce e quindi bui ed invivibili i punti (-dx²), le linee, i piani (-dx²-dy²), i volumi (-dx²-dy²-dz²) e le loro composizioni . Il Nostro propone così l’etica degli spazi degni di essere vissuti. Questi sono spazi grandi e piccoli, laddove si è protagonisti delle proprie scelte  personali, sociali e civili e laddove si possa “respirare” poesia/e

A suo parere, ad oggi, nelle opere d’ingegneria realizzate e in tutti i momenti di applicazione pratica e concreta dei dettami della Scienza delle Costruzioni, non c’è mai stato spazio per concetti di armonia, equilibrio, poesia?

Il principio fondamentale  della statica , della scienza e della tecnica delle costruzioni, patrimonio dei più dei nostri laureati in ingegneria  edile ed in architettura recita : ”… condizione necessaria e sufficiente per l’equilibrio… “. Esso, dunque, tratta l’equilibrio e non l’armonia e la poesia. Lo stesso non possiede le formule per riconoscere e quindi, far proprie le poesie spaziali  e le migliori poesie spaziali a noi venienti dall’antico e quindi reinvestirle  nella costruzione della nuova urbanistica. Ciò avviene in molti casi con danni enormi. Può concorrervi e solo in mano a poeti; in pochi casi riuscirvi.

C’è qualche opera architettonico-urbanistico-ingegneristica che lei riconosce come luogo di concretizzazione delle sue decantate “quarta e quinta dimensione”?

Io penso che la casa sulla cascata sia un esempio straordinario di IV e V dimensione. A ben vederla, con i suoi terrazzi le sue strutture aggettanti , il suo “doverla percorrere” per non averla, ma per fruirne,la sua percorrenza-tempo (dt²) ne costituisce la IV dimensione ed invero la sua poesia rappresenta la V. Esempio ulteriore di IV e V dimensione è la Cappella di Sainte Marie Du Haute Rochamp di Le Corbusier. Infatti Nel masso eversivo di Rochamp flussi di luce e strombi arcani filtranti i colori (IV dimensione ) creano magiche atmosfere che raccontano  in quel continuum poetico (V dimensione) che ci sono molte più cose per costruire  gli spazi degni di essere vissuti di quanti ne sappiano lunghezza, larghezza ed altezza.

La “riggiola” e la poesia: come si possono sposare al meglio oggi? C’è ancora tempo per l’edilizia urbana moderna di fondere in un tutto armonico questi due fattori?

Non solo c’è ancora tempo ma ci deve essere tempo per fondere questi due elementi , sia a scala architettonica che urbana. Basti pensare ai pavimenti delle nostre case,  a come cambino vivibilità e “pelle”  chiese, piazze, castelli se si cambiano in meglio o in peggio le loro “riggiole”. A. Domenico Vaccaro, in Santa Chiara Napoli, scrive una sinfonia spazio-volumetrica straordinaria con le “riggiole”. Dal canto suo, A. Gaudì fa altrettanto in più di un’opera sua a Barcellona come altrove

A suo parere, quanto c’è di effettivamente “bello architettonicamente” in Italia? I nostri avi e gli attuali operatori, riescono a “fare di poesia”?

“L’Italia è un paradiso abitato da demoni” così scriveva  Goethe del nostro Paese. Da noi c’è un enorme patrimonio di bellezze architettoniche naturali e prodotte dall’uomo. Le abbiamo messe a fare i conti con le relazioni quantitative prodotte dalle matematiche, dalle geometrie e dalle loro funzioni. Si è prodottocosì un grandissimo stridore fra antico e nuovo che è sotto gli occhi di tutti.  Fare  poesia deve essere un  obiettivo da realizzare con tutti i mezzi. Bisogna far maturare questa coscienza.

L’emerito Frank Lloyd Wright diceva: “Un medico può seppellire i suoi errori, ma un architetto può soltanto consigliare al suo cliente di piantare rampicanti”. In città come Milano, Roma, Napoli… è solo questo che oggi si può fare, “camuffare” l’assenza di poesia, o pensa che ci sia ancora spazio per recuperare la poesia persa o mai applicata?

Non solo non bisogna camuffarle ma bisogna ben evidenziarle. Bisogna credere e ritenere che le matematiche e le geometrie da sole non possano produrre poesia/e. Bisogna conservare e reinvestire al presente quelle antiche e produrre possibilmente con ogni mezzo le nuove

Con il suo testo ha registrato un importante successo. Quali altre novità dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro da Nicola Mazzeo?

Sto cercando di creare un centro studi e ricerche che si occupi di questi argomenti. Al momento sto lavorando su alcune funzioni della relatività di A. Eistein, su alcuni verbi greco – antichi e sul processo visivo umano

Se potesse dare un consiglio, regalare un pensiero o una sua “chicca” ai nostri lettori, ma, soprattutto a giovani studenti d’ingegneria e/o di architettura, cosa direbbe loro?

Siate poeti e cercate sempre ed in ogni occasione di esserlo. Partecipate alla vita pubblica, alla conservazione ed alla migliore fruizione di “Gaia” per la costruzione di una eco-poetica- urbanistica, di una eco-poetica architettura ed in sintesi di un ingegno-ingegneria eco-poetica.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto