Mestiere insegnante: le diverse modalità di accesso dagli anni ’80

Redazione Controcampus 4 Novembre 2012

Mestiere insegnante, un tempo mestiere degno di ampia stima e rispetto, oggi continuamente sotto accusa da parte della società che rimprovera lui di lavorare poco e male.

Abbiamo incontrato Carmen Ventola, mestiere insegnante di Biologia presso il Liceo delle Scienze Umane “Virgilio Marone” di Avellino e con lei, ripercorre tutta la storia circa le modalità di accesso al mestiere dell’insegnante, dagli anni ‘80 ad oggi.

Carmen, ci racconti il suo mestiere insegnante, gli studi che ha fatto, dove e soprattutto com’è arrivata alla cattedra di Biologia.

“Mi sono laureata nel 1978 in Biologia presso l’Università Federico II di Napoli – Facoltà di Scienze Biologiche. Come tutti i miei colleghi di allora, la mia più grande aspirazione era quella di fare la biologa e così intrapresi un tirocinio in laboratorio, sperando di fare della mia passione il mio mestiere.”

“Ma anche allora, nonostante i tempi fossero diversi, era molto difficile fare affidamento su un percorso lineare e “logico”, ed anche allora ci si doveva saper “aggiustare” un po’, adattandosi a incarichi non propriamente designati dal piano di studi accademici. Per mia fortuna, nonostante il mestiere dell’insegnate non era quello che avevo in mente da bambina, mi sono poi appassionata al questo lavoro, e ora, dopo tanti anni da Professoressa posso dirmi contenta e soddisfatta del mio percorso.

Iniziai così, contemporaneamente alle ore di tirocinio in laboratorio, a fare delle supplenze alle scuole medie dove insegnavo matematica e scienze.

Successivamente, un po’ per esigenze economiche, un po’ perché concorsi, per quel che riguardava il mestiere del biologo non ve ne erano, partecipai al concorso per la cattedra nelle scuole medie. Siamo nel lontano ’84, partecipai dunque al concorso e lo vinsi. Da qui fino all’anno 2000 insegnai nelle scuole medie dei paesi più sperduti della provincia di Avellino e questi sono gli anni che io ricordo come gli anni della mia gavetta.

Nel ’94 uscì il concorso a cattedra per l’insegnamento negli Istituti Superiori; mi sottoposi alla prova scritta e orale e risultai idonea: non vincitrice ma abilitata all’insegnamento nelle scuole superiori.

Coi cinque anni acquisiti come insegnante nelle scuole medie e l’abilitazione ora acquisita grazie al concorso potei fare il passaggio alle scuole superiori. Siamo nell’anno 2000.

Nel frattempo, un po’ per passione personale, un po’ perché era ancora viva in me la speranza di poter fare la biologa, mi specializzai in microbiologia, e questo risultò utile, oltre che alla mia formazione e cultura personale, anche ai fini dell’insegnamento poiché questa specializzazione mi attribuiva cinque punti nella graduatoria per l’insegnamento.

Dal 2000 ad oggi ho insegnato in vari Istituti Superiori, dal Liceo Tecnologico all’Istituto Tecnico, fino a stabilirmi al Liceo delle Scienze Umane Virgilio Marone di Avellino dove tuttora insegno.”

Quali sono state le diverse modalità di accesso per arrivare al mestiere insegnante?

“Allora, proviamo a fare un salto nel passato. Prima si accedeva all’abilitazione per concorso; vi erano dei concorsi a cattedra che ti permettevano, nel caso in cui il concorso veniva superato, di essere abilitato. Questo significava che, pur non essendo vincitore, si era comunque abilitati al mestiere e si poteva entrare a far parte di quella “lista” su cui tanto si è discusso, di docenti abilitati ma senza cattedra. A questi spettava perciò il ruolo di supplente o potevano ricevere incarichi su richiesta del provveditorato; é questo il grande mondo del precariato.

La SSIS –Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario- è stata attivata solo successivamente, nell’Anno Accademico 1999/2000 (I Ciclo) con la finalità di formare gli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Alla SSIS si accedeva con laurea di vecchio ordinamento (almeno quadriennale) o laurea specialistica di nuovo ordinamento. Era organizzata in modalità interateneo a livello regionale, con accesso a numero chiuso (stabilito ogni anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca). Ciascuna SSIS regionale era articolata in vari indirizzi disciplinari, ciascuno dei quali comprensivo di una pluralità di classi di abilitazione. Prevedeva una durata biennale (quattro semestri), che poteva però abbreviarsi in presenza di eventuali crediti formativi oppure allungarsi per conseguire l’abilitazione in più classi oppure per conseguire anche il titolo di specializzazione per l’insegnamento di sostegno. Ricordo che il costo da sostenere per tale scuola era piuttosto alto e il concorso/test di ingresso era molto selettivo. Usciti dalla SSIS si poteva accedere direttamente all’insegnamento, e pur restando nel precariato, permetteva comunque di entrare a far parte del mondo della scuola. A conclusione del suo IX Ciclo la SSIS è stata chiusa; siamo nell’Anno Accademico 2008/2009.

Il perché la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario sia stata chiusa non l’ho mai ben capito e tuttora resta per me un grande punto di domanda.

A partire dall’Anno Accademico 2011/2012 la SSIS è stata sostituita dal TFA – Tirocinio Formativo Attivo- ultima modalità attraverso la quale gli aspiranti insegnanti potevano accedere all’abilitazione all’insegnamento in Italia. Per partecipare al concorso per accedere al TFA era necessario superare i test preselettivi, le cui procedure si sono concluse nel luglio 2012. Anche qui, oltre all’eccessiva spesa da sostenere, era molto difficile accedervi, tant’è che hanno dovuto più volte abbassare il punteggio minimo per permettere agli aspiranti insegnanti di entrarvi.”

Cos’è che è cambiato nel mestiere insegnante?

Un tempo il mestiere del Professore era degno di ampia stima e rispetto perché in questa figura risiedeva il sapere, ed è grazie a questo sapere che si poteva investire nelle generazioni di domani. Oggi l’insegnante, oltre ad essere mal pagato, è continuamente sotto accusa da parte della società che rimprovera lui di lavorare poco e male.

“Purtroppo oggi la figura dell’insegnante non viene più considerata una figura professionalmente riconosciuta. Come mi suggeriva, nell’idea collettiva, l’insegnate lavora poco e ha molte ferie a sua disposizione. Quello che ci tengo a ribadire e che spesso non viene preso in considerazione da chi apre bocca per dargli fiato, che oltre alle ore frontali che l’insegnante è tenuto a svolgere, c’è poi tutto un lavoro di preparazione. Quando rientro a casa, in seguito ad una giornata di lavoro, ci sono i compiti in classe da correggere e lezioni del giorno dopo da preparare.

Di conseguenza credo che il mestiere dell’insegnante sia non giustamente retribuito e confesso che dal punto di vista economico, fare l’insegnante non è propriamente gratificante. La gratificazione proviene dagli studenti, quando ti rendi conto che hanno fatto tesoro dei tuoi insegnamenti e quando sai di aver contribuito in qualche modo non solo alla loro istruzione, quanto più alla loro formazione. “

Cos’è secondo Lei che ha condotto all’”esplosione” del mestiere insegnante?

“Il personale in esubero. Allora non vi è stata una specificità nel reperire il personale: ingegneri e architetti potevano insegnare matematica, laureati in chimica potevano insegnare biologia. A questo va aggiunto il fatto che il mestiere dell’insegnante veniva da questi svolto come secondo lavoro, l’impiego grazie al quale si poteva “arrotondare” lo stipendio. In questo caos in cui tutti sembravano poter fare tutto, ci siamo dimenticati di quanto sia importante formare i nostri “figli”, le generazioni di domani, e non siamo stati così in grado di trasmettere loro la passione e l’importanza del Sapere.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto