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15 novembre 2012

Progetto per una scuola digitalizzata: parla la Preside Marina De Marco

Si è appena tenuta a Genova la presentazione della cosiddetta “piattaforma di educazione 2.0” realizzata da Giunti Editore, Paperlit, Microsoft e Intel. Si tratta di un’iniziativa concernente la scuola e le nuove frontiere tecnologiche della didattica. Ad aderire a questo progetto sono circa 6 scuole, tra Genova, Milano, Firenze e Bergamo.

Sentiamo la Preside dell’Istituto “De André e Montalcini” di Peschiera Borromeo, Marina De Marco sulla scuola digitalizzata.

Preside, qual è il significato di quest’iniziativa?

Il punto è che la scuola negli ultimi 20 anni è radicalmente cambiata. Fino agli anni ’80 i protagonisti della didattica erano semplicemente un banco, un libro e una lavagna con dei gessi per scriverci sopra. Oggi ci dobbiamo rendere conto che la tecnologia si è sviluppata così velocemente e in un modo così radicale e diffuso, che i giovani inevitabilmente apprendono e studiano con delle modalità diverse rispetto agli studenti di 30 anni fa. Questa iniziativa vuole essere soltanto al passo con i tempi, dimostrando che l’Italia è un Paese nel quale in ambito scolastico ci possono essere innovazione e tanta voglia di migliorare”.

In cosa consiste questo progetto?

Sostanzialmente il fulcro del progetto è l’introduzione, sotto varie forme e con diverse modalità, del “digitale” nelle scuole. Quindi parliamo di hardware e di software, di alcune applicazioni tecnologiche come Geoscuola e Poster, dei cosiddetti “Smart Personal Computer”, e ovviamente parliamo anche degli ormai tanto famosi “tablet” aventi al loro interno i più moderni sistemi operativi”.

Quali sono i vantaggi che può portare questa digitalizzazione della didattica?

I vantaggi sono numerosi: dalla gestione digitale (quindi via web) dei compiti alle ricerche multimediali che potranno essere effettuate, da tutta una serie di esercizi possibili solo con il computer a un rapporto con il docente anche via mail, dalla possibilità essere presenti durante la lezione, tramite l’utilizzo di una webcam, se lo studente fosse gravemente malato alla rapidità di molte operazioni dei docenti. Insomma, le prospettive sono ampie e sono molte“.

Un progetto sicuramente interessante, che ci fa capire come la tecnologia ormai è entrata in ogni ambito della vita comune: ora anche nelle scuole.

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