Manifestazione del 6 dicembre: diritto allo studio, diritto al lavoro, diritto al futuro

Redazione Controcampus 10 Dicembre 2012

Continuano senza sosta le manifestazioni di studenti e lavoratori.

Uniti ancora una volta per il corteo tenutosi a Napoli per la manifestazione del 6 dicembre.

Diritto allo studio, diritto al lavoro, diritto al futuro: questi i diritti rivendicati dai manifestanti.

In una regione che più delle altre e da più tempo risente della generale crisi nazionale ed internazionale, lavoratori, universitari e studenti di scuola hanno marciato, uniti, per far sentire la propria voce, le proprie richieste.

Il corteo è partito da piazza Mancini intorno alle 9.30 per giungere fino alla sede della regione Campania in via S.Lucia.

I ragazzi chiedono che il diritto allo studio possa essere più concreto ed esteso realmente a tutti.

Dal punto di vista economico, si esige l’investimento del 5% del Pil nazionale nell’istruzione ed un piano regionale che preveda delle cospicue ed effettive agevolazioni per gli studenti appartenenti a nuclei familiari con reddito basso. Numerose le richieste che riguardano l’istruzione obbligatoria tra cui la realizzazione, entro il successivo anno scolastico, del comodato d’uso dei libri di testo nelle scuole campane.

Gli universitari, invece, chiedono la riduzione della tassa regionale, salita, ricordiamo, a 140 euro nel presente anno accademico, rispetto ai 62 euro degli anni precedenti, con un incremento del 120%; e la creazione di mense universitarie per ogni ateneo.

Quest’ondata di proteste, che sta interessando la parte finale di questo tormentato 2012, vede protagonisti, con una coscienza rinnovata, accanto agli universitari, anche gli studenti delle scuole.

Testimoni e portavoce di questa recente presa di consapevolezza sono  Martina Verde, giovanissima studentessa del Liceo Linguistico Matilde Serao, sito a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, e Giulia Petruzziello, studentessa universitaria presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale, responsabile dell’Uds, presenti entrambe alla suddetta manifestazione:

Come si è svolta la manifestazione del 6 dicembre? Ci sono stati problemi con le forze dell’ordine?

G. « Il corteo, composto da studenti e lavoratori, è partito da Piazza Garibaldi per arrivare al palazzo della Regione Campania, dove si era intanto recata una delegazione di studenti che, insieme alla Fiom, ha incontrato l’assessore al lavoro Nappi. »

Perché siete scesi in piazza, quali erano le rivendicazioni principali del corteo e quali le tue personali?

M. «I motivi principali per cui siamo scesi in piazza sono stati il de-finanziamento del diritto allo studio che avviene in Campania e in Italia ormai ogni anno, e inoltre per alcuni decreti (come il DDL Aprea contestato recentemente) che vanno sempre verso una privatizzazione delle scuole e la volontà di sottrarre agli studenti il diritto di rappresentanza e di avere voce in capitolo riguardo i propri diritti. Io sono scesa in piazza per far sentire la mia voce riguardo questi punti. Inoltre la mia scuola è stata recentemente occupata ed io volevo continuare a dare un senso a ciò che ho fatto. Vado a scuola a Pomigliano D’Arco dove il 14 novembre c’è stata la manifestazione del 6 dicembre che univa studenti e lavoratori Fiat. Sono stanca di non essere ascoltata, stanca inoltre di andare in una scuola che cade a pezzi, in cui mi piove in testa, dove si muore di freddo d’inverno, perché non ci sono abbastanza soldi per tenere accesi i termosifoni. E noi studenti vogliamo poter contestare tutte le ingiustizie che subiamo giorno dopo giorno, vogliamo avere voce in capitolo! »

G. «Tra le rivendicazioni principali c’era sicuramente il finanziamento alla legge regionale sul diritto allo studio 4/2005 mai stata completamente finanziata, si tratta della legge più avanzata d’Italia in materia. Nell’incontro con l’assessore Nappi questi non è riuscito a fornire esaurienti spiegazioni circa il mancato finanziamento alla legge ma si è fatto carico di informare l’ass. Miraglia sulla nostra richiesta di convocare un consiglio regionale straordinario e una conferenza, entrambi sul tema. »

Quanti eravate all’incirca alla manifestazione del 6 dicembre? L’età media?

G. «Eravamo all’incirca 10mila tra studenti e lavoratori. Per lo più studenti medi provenienti da ogni tipo di scuola superiore, non solo di licei, scesi in piazza non di certo per fare “bordello” o saltare la scuola, come molti provano a descriverci, ma per rivendicare un modello di scuola pubblica che non è di certo quello che abbiamo oggi in Italia, per pretendere un trasporto pubblico locale che non ci lasci ogni giorno a piedi e per protestare contro queste politiche di austerity imposte dalla BCE. »

Questo è un periodo in cui le manifestazioni sono molto frequenti, soprattutto quelle studentesche e questo non succedeva da anni. Come valuti questa legittima “presa” delle piazze?

M. «Per quanto riguarda le manifestazioni posso essere solo orgogliosa di ciò che noi studenti stiamo facendo. Quando dico che “noi siamo il futuro” ci credo sul serio, solo così, scendendo in piazza a manifestare possiamo farci sentire. Viviamo in un Paese che mette in fuga i cervelli più brillanti, questo non va bene, dobbiamo reagire, dobbiamo farci sentire.»

G. «Ogni anno da inizio Ottobre fino alla data del 17 Novembre, giornata internazionale dello studente, assistiamo ad una mobilitazione delle scuole. Quest’anno, a differenza degli altri, la mobilitazione non solo è continuata ma ha visto coinvolgere molti più studenti di molte più scuole che si sono mobilitati anche dentro le proprie scuole con occupazioni, autogestioni, coogestioni e giornate di didattica alternativa coinvolgendo quindi, anche i propri insegnanti. A mio parere questo è sintomo di un risveglio da parte degli studenti che hanno finalmente capito che un cambiamento può avvenire solo se lo pretendiamo, solo se ci facciamo sentire. Abbiamo bloccato l’Aprea, in molte scuole si sta ottenendo la commissione paritetica e non abbiamo intenzione di fermarci. »

Ad incitare il Paese intero alla protesta sono ormai i giovanissimi studenti italiani. Le scuole e le università sono le protagoniste di questa fase critica di sovversione della condizione nazionale. Una rottura con lo statu quo è quella che viene professata dagli studenti, dai giovani, che sono stufi di sentirsi ingabbiati in una situazione frutto del malgoverno degli anni passati.

Con queste premesse, siamo certi che le manifestazioni, i cortei, la pacifica ma ostinata protesta non cesseranno tanto presto.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto